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Profughi nei comuni “dissidenti” A vuoto il bando della prefettura

Solo tre proposte di accoglienza mirata, tutte bocciate dagli uffici. A gennaio nuova gara provinciale Intanto terza proroga ai gestori della Serena, la struttura in affidamento straordinario dal febbraio

La mossa di rottura fatta dalla prefettura a fine estate, quando lanciò il bando per l’accoglienza di richiedenti asilo da ospitare solo nei comuni che fino ad allora avevano rifiutato di partecipare alla gestione dell’immigrazione, non ha portato i risultati sperati. Lo “scacco” era quasi riuscito, tant’è vero che agli uffici di piazza dei Signori si erano fatte avanti più cooperative e più privati per prendere informazioni. Dei tanti però solo tre, alla fine, avevano formalizzato il loro p ...

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La mossa di rottura fatta dalla prefettura a fine estate, quando lanciò il bando per l’accoglienza di richiedenti asilo da ospitare solo nei comuni che fino ad allora avevano rifiutato di partecipare alla gestione dell’immigrazione, non ha portato i risultati sperati. Lo “scacco” era quasi riuscito, tant’è vero che agli uffici di piazza dei Signori si erano fatte avanti più cooperative e più privati per prendere informazioni. Dei tanti però solo tre, alla fine, avevano formalizzato il loro progetto per ospitare migranti in alcuni degli 80 Comuni elencati dal bando della prefettura che aveva messo insieme le 50 amministrazioni che “non avevano ospitalità” e trenta amministrazioni che pur avendo nel territorio piccole o medi strutture di accoglienza non avevano raggiunto la “quota Anci”, ovvero i 2,5/3 migranti per mille abitanti.

Se tutti i Comuni avessero fatto la loro parte, secondo i calcoli della prefettura, sarebbero state redistribuite sul territorio più di 1800 persone, a dimostrazione dello squilibrio che oggi pesa tutto sulle spalle di poche amministrazioni (Treviso, Casier, Oderzo, Vittorio Veneto in primis) che accolgono più del dovuto. Ma non è andata così.

A presentarsi alla prefettura con piani di accoglienza per alcune decine di richiedenti asilo sono state la coop trevigiana “Cps”, la coop padovana “Lunazzurra” e la onlus trevigiana “Una casa per l’uomo”. Top secret i comuni obiettivo delle associazioni, ma uguale per tutti la risposta degli uffici di piazza dei Signori che dopo aver vagliato le richieste per una ventina di giorni, a fine ottobre hanno bocciato le tre offerte dichiarando che il bando «non aveva portato ad alcuna aggiudicazione».

La ragione dei no? Diversa per ciascuno e tecnica. Fatto sta che alla prefettura non è rimasto altro da fare che rinviare l’eventuale redistribuzione dei richiedenti asilo a fine anno, quando farà partire il maxi bando per il rinnovo e la gestione dei profughi già oggi accolti in provincia, e di quelli che eventualmente potrebbero arrivare ancora visto che anche se i flussi si sono notevolmente ridotti, proseguono le operazioni di redistribuzione a livello nazionale per alleggerire gli hub sovraffollati del sud Italia, e non solo.

In provincia i nodi da sciogliere restano soprattutto due: l’ex caserma Serena tra Treviso e Casier, e l’ex caserma Zanusso di Oderzo.

La prima è in concessione straordinaria da febbraio e nei giorni scorsi il gestore – Nova Facility – ha ottenuto la terza proroga dalla prefettura, stavolta fino a fine novembre. Entro quella data gli uffici di piazza dei Signori spera di poter emanare un bando per la gestione della struttura demaniale, ma il tempo stringe e le incognite son ancora tante. Oltre a quelle burocratiche dovute alle restrizioni dell’anticorruzione ci sono quelle politiche sul numero di presenze da mettere nero su bianco. È stata aperta per 437 posti, ha accolto oltre 700 profughi, si è promesso di svuotarla e chiuderla (nel tempo), ma oggi è ancora fondamentale visti i no di molti comuni.

L’incertezza e le continue proroghe stanno mettendo in difficoltà il gestore, che deve rinnovare contratti di lavoro, appalti e mutui senza prospettiva lunga, ma stanno innervosendo anche i potenziali concorrenti che vorrebbero gareggiare per gestirla. Dicembre potrebbe essere il mese cruciale, e al caso “Serena” si potrebbe aggiungere anche il problema “Zanusso”.

Anche la gestione dell’ex caserma di Oderzo – oggi anche questa guidata da Nova Facility – è in scadenza. Ufficialmente decade a gennaio, ma se si vorrà organizzare un bando che permetta a un eventuale nuovo gestore di garantire continuità alla struttura servirà farlo per tempo, quindi un mese prima. Ma anche qui sorgono gli stessi problemi della Serena: per quanti posti e per quanto tempo?

Federico de Wolanski

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