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Morto in bicicletta «Caro assessore, non è stata fatalità»

Liberalabici torna sul tragico incidente di via Lourdes «Avevamo suggerito alla giunta di fare almeno la pista» 

CONEGLIANO. «Parlare di fatalità è totalmente fuori luogo». A sostenerlo contro le dichiarazioni dell’assessore coneglianese Claudio Toppan, le migliaia di appassionati ciclisti rappresentati nel Comune dall’associazione Liberalabici Conegliano. Il caso: quello costato la vita sabato mattina al 63 enne Francesco Vazzoleretto di Spresiano, colpito dalla portiera di un’auto in sosta, mentre, in sella alla sua bici da corsa, percorreva via Lourdes. La tragedia si è consumata sotto lo sguardo impotente della figlia 35enne Silvia, che pedalava a poca distanza dal padre. Anche lei coinvolta nell’incidente con traumi fortunatamente non gravi. «Mio padre era una persona molto prudente - aveva commentato qualche ora dopo il dramma la primogenita dell’ex caporeparto della Volpato Industrie di Spresiano – e questa tragedia è accaduta a lui che è sempre stato attento e moderato in tutto». Francesco Vazzoleretto aveva visto aprirsi la portiera dell’auto parcheggiata a lato di via Lourdes, aveva tentato di frenare, di aumentare l’attrito delle ruote sull’asfalto sollevandosi dalla sella. Purtroppo l’impatto è stato inevitabile e violentissimo. Francesco Vazzoleretto è morto sull’asfalto, tra le auto parcheggiate a bordo strada. «Fatalità è scivolare con la bicicletta sull’asfalto ed essere investiti da un’auto in transito, - aggiunge dalla segreteria di Liberalabici Conegliano, Silvia Rossato - nessuno può farci nulla. Nel caso in questione invece, le scelte fatte in passato dalla precedente giunta, di responsabilità nella morte del ciclista ne hanno eccome. A fronte di un’ammissione da parte dell’assessore di aver fatto scelte che di fatto hanno contribuito a rendere quel tratto di strada estremamente pericoloso, non possiamo che prendere atto che a Conegliano non si lavora per prevenire gli incidenti, perché se al posto delle auto parcheggiate ci fosse stata una pista ciclabile nulla sarebbe successo. Giusto per non avere sempre un atteggiamento critico ma responsabile e costruttivo, all’epoca dei lavori di via Lourdes quando fummo interpellati per segnalare le criticità delle ciclabili in tutta Conegliano, avevamo suggerito a fronte del fatto che i parcheggi erano assolutamente intoccabili, di rendere ciclabile o ciclopedonale uno dei due marciapiedi in modo che chi transitava in bici fosse messo in sicurezza di farlo. Attendiamo fiduciosi che qualcosa accada nella speranza che il “fato”ci risparmi». Sotto accusa le scelte controcorrente della precedente amministrazione in contrasto con la direzione assunta invece da molti altri Comuni vicini. Primo fra tutti Revine Lago che ha deciso di investire circa 500 mila euro in chilometri di pista ciclopedonale. «Noi di Fiab Conegliano – continua Rossato - pensiamo che quando si parla di sicurezza dei pedoni e ciclisti, vada fatto il possibile per cercare di trovare risorse per farlo e che se, un piccolo paese come Revine riesce in qualche modo a metterli su un progetto che ritiene
indispensabile per la salute dei suoi cittadini, a maggior ragione debba farlo Conegliano che di risorse ne ha molte di più e di criticità pure». Stessa direzione anche per Susegana che punta sulla sicurezza di pedoni e cilcisti con la pista lungo il Piave.

Silvia Ceschin

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