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I 48 finalisti in gara in Camera di commercio

Savoiardi, caffè, uova, mascarpone, zucchero, cacao amaro; oppure, per i più audaci, la voglia di sperimentare varianti della ricetta classica. Fantasia o meno, la parola d’ordine delle ultime 48 ore...

Savoiardi, caffè, uova, mascarpone, zucchero, cacao amaro; oppure, per i più audaci, la voglia di sperimentare varianti della ricetta classica. Fantasia o meno, la parola d’ordine delle ultime 48 ore trevigiane è “tiramisù”: è partita ieri la prima edizione della “World Cup” dedicata al dolce italiano (e trevigiano) più famoso al mondo, “diffusa” nelle sei location di gara che hanno visto la sfida di ben 720 concorrenti complessivi. La durissima selezione, sancita dalle cucchiaiate dei giudici, ha portato alla scrematura dei 48 semifinalisti che quest’oggi si sfideranno nel salone della Camera di Commercio a Treviso, in piazza Borsa, per arrivare nel pomeriggio all’elezione di Mr. o Miss (Mondo) Tiramisù 2017. Tra il Castello di Roncade, tenuta Astoria a Refrontolo, Bhr Hotel di Quinto di Treviso, centro creativo di Casale sul Sile, la Rotonda di Badoere e Villa Emo a Fanzolo di Vedelago si sono consumate ieri le tiratissime batterie, suddivise in più turni: dalle 10 di mattina fino all’ultima manche delle 16, i pasticceri non professionisti si sono sfidati all’ultimo tuorlo. Quaranta minuti di tempo per completare la propria opera, sotto lo sguardo di amici e parenti tenuti a debita distanza di sicurezza per non disturbare: tra impiattamenti un po’ così e la sensazione di trovarsi all’interno di una puntata globale di Masterchef, il divertimento l’ha fatta comunque da padrone. C’è da scommettere che oggi le semifinali mostreranno la faccia più agguerrita dei partecipanti, pronti a contendersi la corona del vincitore. Lucio Marson di Fontanelle, 43 anni, uno dei più rapidi nel terminare l’esecuzione del tiramisù classico durante la prima batteria di ieri mattina a Roncade, ha sottolinea l’importanza del bilanciamento degli ingredienti. “Ho frequentato la scuola alberghiera, ma poi ho preso altre strade. Ho sempre amato il tiramisù e in gara ho giocato molto con le dosi, per cercare di togliere il gusto d’uovo. Il problema è quello di bagnare troppo o troppo poco i savoiardi... l’importante è l’equilibrio”. Martina Fantin di Quinto di Treviso, 25 anni, l’ha vissuta come come una sfida personale. “Non pensavo si trasformasse in un evento così grande. Non cucino molto, ma mi piace fare i dolci e sto sviluppando questa passione”. Maria Beatrice Gobita di Padova, 21 anni, ha giocato invece la carta del dolce “moderno”: “Il mio tiramisù è speciale, senza glutine e adatto a tutte le persone con intolleranze”. Alessandra De Marco di Sedico, 53 anni, è nella vita di tutti i giorni una mamma impegnata. “Solitamente faccio il tiramisù per i miei tre figli e sono arrivata per divertirmi, mi ha iscritto mia figlia dicendo “Vai mamma, spacca tutto”... ed eccomi qui”. Tiffany Bonisiol di Povegliano, 27 anni, ha vissuto la “World Cup” come una sfida familiare. “La mia passione nasce da quella ereditata da mio papà, che si ritiene il re del tiramisù. Non è andata male… tendo ad abbondare con il mascarpone e metto meno uovo”. Sara Antonioli di Tezze sul Brenta, 34 anni, precisa che “La mia idea di tiramisù è senza glutine, sono celiaca. Per la mia versione ho utilizzato l’aroma al limone”. Stefania Pagnossin di Treviso, 57 anni, è non vedente ma il tiramisù lo
“sente” e lo crea con il cuore e con la mente. “Ho sempre avuto tanta passione per i dolci in generale e per il tiramisù in particolare: ricetta classica trevigiana come nella migliore tradizione”. Semifinali alle 9.30 e alle 11.30, finalissima dalle 14.30 in compagnia di Moreno Morello.

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