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Ormelle in lutto per Lia uccisa da una distrazione

L’anziana è stata travolta mentre attraversava via Stadio a pochi passi da casa I residenti chiedono un velox per la strada. Il sindaco: «Invita a correre»

ORMELLE. È stata solo una tragica distrazione a uccidere Lia Visentin, l’anziana di 87 anni morta nella serata di giovedì dopo essere stata investita da un’Opel Mokka a pochi passi da casa sua, in via Stadio. Dai primi rilevamenti effettuati dalla polizia locale intercomunale di Ormelle, San Polo e Cimadolmo, l’auto che l’ha investita non stava procedendo ad alta velocità, una condizione avvalorata anche dal fatto che l’auto si è fermata a soli 30 metri dal luogo del tragico impatto. Probabilmente, Lia ha attraversato improvvisamente la strada dopo aver camminato per alcuni metri nella direzione del centro del paese lungo il marciapiedi che si trova in tutta via Stadio. L’automobilista, una 33enne di San Biagio di Callalta, ha provato in tutti i modi ad evitare l’impatto frenando tanto forte da bloccare anche una ruota e lasciare tracce della frenata sulla carreggiata, ma non ha potuto in alcun modo non centrare l’anziana.

Lia era una donna ben conosciuta ad Ormelle, il paese in cui abitava da sempre: assidua frequentatrice della parrocchia e delle messe domenicali, era apprezzata da tutti i suoi molti conoscenti per la discrezione e la grande cortesia. Qualità trasmesse anche alla sua unica figlia, Michela Paladin, insegnante di sostegno amatissima da tutti i bambini che frequentano le scuole elementari di San Polo di Piave.

L’incidente risultato fatale a Lia Visentin è avvenuto in una strada in cui spesso gli automobilisti non rispettano il limite, posto in quel tratto alla soglia dei 50 chilometri orari.

I residenti negli anni hanno chiesto più volte alcuni autovelox, ma la Provincia (ente che ha la responsabilità su quel tratto) non ne ha mai installati. Ma per il sindaco di Ormelle, Sebastiano Giangravè, il problema non è tanto la sicurezza della strada in sé, quanto piuttosto il fatto che la strada invita a correre. Anche se, come pare, la 33enne che ha investito Lia Visentin non procedeva a una velocità particolarmente elevata, i giudici trevigiani che seguono il caso non hanno potuto fare altro che contestare
alla giovane la pesante accusa di omicidio stradale.

Lia, vedova da qualche anno del marito Visman Paladin, lascia la figlia Michela e i nipoti. La famiglia non ha ancora potuto fissare la data dei funerali perché la salma è ancora a disposizione della Procura di Treviso.

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