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Due greggi sbranati dai lupi Sos di pastori e malgari a Cima Grappa

I lupi hanno iniziato ad aggredire le greggi delle malghe e, dopo l’attacco ai danni di due pastori, tra le valli del Grappa è esplosa la rivolta. Malgari e pastori del Grappa lamentano l’impossibile convivenza con questi branchi di lupi 

CIMA GRAPPA. Sono 40 gli esemplari di lupo che la Regione Veneto ha identificato come autoctoni del massiccio del Grappa. Liberi e selvaggi, hanno iniziato ad aggredire le greggi delle malghe e, dopo l’attacco ai danni di due pastori, tra le valli del Grappa è esplosa la rivolta.

Malgari e pastori lamentano l’impossibile convivenza con questi branchi di lupi che assaltano e uccidono parte delle greggi, senza che reti elettrificate o cani pastori li impauriscano. Una situazione che sta degenerando in una lotta d’informazione per sensibilizzare gli escursionisti del massiccio del Grappa. È il caso del cartello comparso nei pressi del ponte di San Lorenzo sulla Strada Cadorna, a Borso. “Con i lupi i pascoli diventano aridi”, vi si legge. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la strage di pecore che un branco di lupi ha fatto, nella stessa notte, ai danni di due pastori, una settimana fa.

Ora malgari e pastori chiedo provvedimenti. Le istituzioni si sono messe all’opera per arrivare a una soluzione condivisibile. In prima linea, in questa campagna a tutela del lavoro alpino e dello stesso lupo selvatico, è l’Unione Montana dei Comuni del Grappa, che si è mobilitata per portare nelle case di chi lavora sul massiccio, informazioni utili e aiuti dalla Regione per far fronte al fenomeno.

«Abbiamo organizzato», spiega il presidente dell’Unione, Paolo Mares, assessore a Castelcucco, «serate informative su come far domanda alla Regione per ottenere quelle particolari misure di prevenzione utili a proteggersi dagli attacchi». Incontri molto partecipati che, a dire dal presidente, hanno portato a un confronto utile anche per imparare a muoversi in altre direzioni. «La Regione ci dà recinti elettrificati, pastori maremmani in difesa delle greggi e l’indennizzo al 100 per cento del bestiame ferito o lasciato morto sul terreno, ma evidentemente non basterà», osserva Mares.

A richiamare sull’attenti tutti è Walter Miotto, ex presidente del Wwf Veneto. «Se il fenomeno continua a essere insostenibile e i recinti elettrificati non riescono a svolgere più le loro funzioni dobbiamo iniziare a pensare ad altri interventi concordati» dichiara, «il massiccio del Grappa sta riprendendo vita, sia a livello economico con parapendio, ciclisti,

escursionisti, motociclisti, sia a livello ambientale, con il ritorno del lupo. Quando le cose iniziano ad andare bene è meglio prendersi per tempo per stabilire delle regole che riescano a tutelare gli interessi di tutti: a partire dai malgari, fino ad arrivare ai lupi».
 

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