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A Meduna è boom di nascite: più 30%, tutti figli di profughe

Meduna. Otto richiedenti asilo incinte, il sindaco pone il problema dei neonati: «Dove cresceranno? La struttura è già affollata» 

MEDUNA DI LIVENZA. Boom di cicogne a Meduna: dato il numero delle ragazze richiedenti asilo in stato interessante (otto), si stima un aumento del 30 per cento delle nascite nei prossimi mesi (a Meduna la media è tra le 25 e le 30 nascite l’anno). Dove nasceranno? Dove vivranno? Sono le preoccupazioni espresse dal sindaco Marica Fantuz, che non vuole mettere la testa sotto la sabbia ma anzi vuole che se ne discuta e che si trovino delle soluzioni.

La situazione è sotto gli occhi di tutti. Nella villetta in pieno centro al paese di Meduna ci sono ora 47 richiedenti asilo tutti africani: 43 giovani donne e un nucleo famigliare di 4 persone, due dei quali bambini. Le prime dieci ragazze erano arrivate nel maggio scorso: velocemente i medunesi hanno iniziato a notare un via vai ben superiore alla decina di persone che avrebbero dovuto occupare l’edificio, insieme a spiacevoli episodi di sfregio del decoro pubblico e ad uno strano giro di automobili occupate da uomini dalla pelle chiara.

«Ho già scritto in passato alla cooperativa in merito ad episodi che mi avevano riferito i miei cittadini», conferma il sindaco Marica Fantuz. «Inoltre ho fornito diversi numeri di targhe da controllare alle forze dell’ordine. Come sindaco ho il dovere di tutelare la mia comunità e soprattutto le persone più fragili, come queste ragazze. Chi è che le controlla? Sono state notate auto guidate da uomini bianchi fermarsi a centinaia di metri di distanza dalla sede della coop e caricare queste ragazze, per poi vederle tornare indietro nel tardo pomeriggio a fari spenti nel tratto cittadino per evitare di rendere visibile la targa delle auto alle telecamere di videosorveglianza».

E poi c’è la preoccupazione per le donne in stato di gravidanza, almeno otto. «Non so se nasceranno a Meduna», precisa Fantuz, «L’edificio è già sovraffollato, non so se permetteranno a dei neonati di stare là. Inoltre mi sembra non possano proprio per legge stare in quel tipo di centri, ma dovrebbero essere trasferiti in strutture protette per minori. Al di là dei costi, cui in questo momento non voglio neanche pensare, la questione ritengo si debba concentrare sulle creature che stanno per nascere. Posto che una nuova vita è sempre un dono, che futuro avranno questi bambini se non hanno neanche un presente? Di chi sono figli? Hanno una madre, ma il padre? Magari mi diranno che hanno il moroso a Malintrada o a Oderzo e che vivranno per sempre felici e contenti, ma non credo proprio che andrà così». Il tempo passa in fretta ed il sindaco vuole delle rassicurazioni su chi e come controlli queste ragazze.

La senatrice PD Laura Puppato commenta: «Qui si parla di un reato

gravissimo declinato o in un mancato controllo di queste ragazze oppure addirittura in induzione. Un sindaco deve denunciare i suoi sospetti agli organi deputati affinchè facciano le opportune verifiche. Denunciare in questo modo serve solo a creare allarme sociale».

 

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