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Breda, l'appello ai parrocchiani: «Apritevi di più ai nostri due rifugiati»

Breda. L’appello ai parrocchiani di accogliere i profughi ospitati nell’ex casa del cappellano

BREDA DI PIAVE . Sono trascorsi oltre quattro mesi da quando la parrocchia ha accolto due migranti con lo status di rifugiato, nell’ambito del progetto della Caritas Tarvisina denominato “Rifugiato a Casa Mia”. Per Hamadou e Festus la parrocchia ha messo loro a disposizione l’ex casa del cappellano, che ha ospitato monsignor Fernando Pavanello, designando una famiglia tutor per aiutare i ragazzi sia logisticamente che nell’inserimento nella società bredese.

«Nella nostra comunità i contatti continuativi sono stati solo con poche persone per cui il loro inserimento risulta finora poco proficuo», si legge in una nota della Caritas interparrocchiale di Breda, «auspichiamo e invitiamo ancora la nostra gente a rapportarsi con questi ragazzi, con gioia e con spirito cristiano e certamente siamo speranzosi che questo avvenga sin d’ora, con la consapevolezza che la loro permanenza presso di noi si dovrebbe concludere entro fine giugno 2018».

I due migranti ospiti, attualmente stanno provvedendo alla manutenzione della casa, hanno partecipato ad un corso di italiano presso le Acli e Caritas Tarvisina è riuscita ad inserirli in un gruppo di persone per il periodo della vendemmia in una ditta di Susegana, con un regolare contratto di lavoro a tempo determinato. «È passato del tempo dal loro arrivo ed il ruolo delle nostre comunità è quello di accogliere questi giovani», spiega la Caritas di Breda, «non intendendo l’ospitalità

solo come offerta di un tetto o di pasti, ma soprattutto come un’esperienza di condivisione autentica, accompagnandoli nel percorso di integrazione che mira alla loro autonomia e all’inserimento graduale nel nostro contesto sociale».


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