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A Treviso 6 mila posti di lavoro “green”

Cresce l’occupazione legata all’economia sostenibile. A Villorba si ricicla anche la lana degli alpaca

TREVISO. La green economy ha portato nella Marca, nel 2017, 6.160 posti di lavoro. Posizioni professionali che si sono aperte grazie agli investimenti che 6.230 imprese trevigiane hanno dirottato verso le tecnologie ecosostenibili per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia, contenere le emissioni di CO2, favorire il riutilizzo dei materiali di scarto. Un percorso virtuoso che ha portato la Marca al quindicesimo posto in Italia nella classifica delle province che hanno investito nella green economy. Ieri a Treviso, in Camera di Commercio, due esempi di economia circolare e “green”: quello delle Noghere di Villorba, dove si recupera la lana di risulta degli alpaca per produrre trapunte, e quello dei mobili in cartone di Stefano Nardi.

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I numeri arrivano dal rapporto Greenitaly 2017 di Fondazione Symbola e Unioncamere. «Una economia di questo tipo oltre che più rispettosa delle risorse naturali è più vantaggiosa economicamente, e infatti le aziende che la utilizzano crescono» spiega Mario Pozza, presidente Camera di Commercio Belluno e Treviso, «tutto ciò che entra in azienda come materia prima e che esce come prodotto dovrebbe avere la possibilità di rigenerarsi, cioè di rientrare in un altro processo produttivo o di essere riutilizzato come altro prodotto».

È cresciuta con questa filosofia l’impresa di Stefano Nardi, che a Pieve di Soligo produce mobili in cartone. Nata nel 2012, cresce in media del 20 per cento l’anno: «Un esempio di come lavoriamo? Se abbiamo una grande azienda italiana che vuole rifare gli uffici, ci facciamo mandare la carta e il cartone di cui vogliono disfarsi e noi consegniamo lo stesso quantitativo in arredamento» spiega il titolare, Stefano Nardi. «Riutilizziamo tutti gli scarti che ci vengono mandati, i nuovi mobili che produciamo sono al 70 per cento materiali riciclati e al 30 per cento materia vergine».

Curiosa l’esperienza di Federica Zanier, titolare dell’impresa “Le Noghere” a Villorba, e dei suoi alpaca. «La filosofia è non buttare via niente, anche lo scarto di produzione può essere riutilizzato con una nobile funzione» racconta Federica, «nel nostro caso lo scarto è una parte di fibra della lana che tosiamo agli alpaca, la parte più corta che non rientra nell’utilizzo del filato. Anziché disfarcene, abbiamo avviato una collaborazione con Trevilana, un’altra società sulla Feltrina, a cui chiediamo di lavorarcela e ridarcela in un secondo tempo. A quel punto, noi possiamo creare nuovi prodotti: nel caso specifico della lana degli alpaca, abbiamo studiato una particolare trapunta». Nel suo caso, green economy è anche aprire l’azienda alle visite di famiglie e bambini, incuriositi e divertiti dalla presenza degli alpaca. La Camera di Commercio ha lanciato un appello a tutti gli associati: «Seguite questo nuovo modello di sviluppo» ha detto il presidente Pozza, «riconsiderare il ciclo di vita del prodotto consente di superare le criticità di approvvigionamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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