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Treviso. Referendum autonomia: nella Marca i Comuni più autonomisti sono guidati dal centrosinistra

Treviso. Borso del Grappa e Roncade in testa a tutti quanto ad affluenza alle urne ma Vittorio, pure di sinistra, resta sotto il 50%. Treviso appena sopra

TREVISO. Sorpresa: I due comuni dove si è avuta la maggior affluenza al referendum sull’autonomia , domenica, non sono governati dalla Lega.

Borso del Grappa, addirittura l’unico a superare il muro del 70% (alle urne il 70,6% della popolazione), è retta da un’amministrazione riconducibile al centrosinistra. Così come Roncade, feudo di Simonetta Rubinato, parlamentare Pd, e federalista convinta, che si piazza al secondo posto in questa particolarissima graduatoria.

Dall’altra parte, fra i comuni con la minore affluenza, spicca il 38,3% di Cison di Valmarino, giunta di centrodestra, e dunque di forze politiche che si sono dichiarate per il sì. Poi c’è Fregona, amministrata dal centrosinistra, che si ferma al 41,5%, ma al terzo posto del podio c’è Meduna, dove la sindaca Marica Fantuz, pupilla leghista di Torni da Re, che alle ultime elezioni, espulsa dai tosiani, aveva battuto il candidato della ...Lega: solo il 46,3, in riva al fiume dove c’erano i presupposti per il plebiscito. certo, c’è il fattore emigranti così come a Cordignano, altro feudo del Carroccio, dove la percentuale di iscritti all’Aire supera addirittura il 25%.

In ogni caso, la top ten dei comuni con meno elettori ai seggi domenica vede altri due comuni guidati dal Carroccio o dal centrodestra, ovvero Pederobba e Miane.

Sono 8 i comuni trevigiani che restano sotto il quorum, e tra loro Vittorio Veneto, mentre Treviso è la prima sopra la fatidica soglia del 50% (50,4%), percentuale peraltro raggiunta in extremis a tarda sera con gli ultimissimi seggi. Altra curiosità: dopo Borso sopra il 70%, ci sono ben 45 i comuni sopra il 60%: in pratica la metà dei municipi ha toccato la soglia dei 3/% della partecipazione al voto.

Referendum per l'autonomia, le code ai seggi di Treviso città TREVISO. Quorum raggiunto in Veneto. L’affluenza alle urne nella Regione governata dal leghista Luca Zaia per il referendum sull’Autonomia, aggiornata alle ore 19, è del 50.1%, con 575 comuni scrutinati su 575 in tutto il Veneto. Le urne sono aperte dalle 7 di stamani fino alle 23 di stasera. In Veneto era proprio il quorum il punto cruciale, per raggiungere il quale serviva il 50% più uno degli aventi diritto al voto. A Treviso alle 19 la percentuale dei votanti ha raggiunto quota 52%. L'ARTICOLO


E a proposito di comuni del centrosinistra, ecco che nella top ten dei comuni più votanti figura Zero Branco (65,3%), attorniata sopra e sotto da comuni leghisti, da Sernaglia a Maser, da Castello di Godego ad Altivole.

I facili schematismi sono saltati, domenica. Non ci sono solo i voti del Carroccio e del centrodestra, nelle urne. Di più: moltissime roccaforti del Carroccio, specie in Destra Piave e nell’hinterland, non tirano come pure sarebbe stato nelle attese.

Certo resta confermata, anche nella Marca, la tendenza che vede i centri urbani meno «sensibili» al tema (Mogliano 53,6%, Conegliano 54,3%, Castelfranco 54,6% Montebelluna 56,7% e Oderzo 57% sono sotto la media veneta; che viene invece superata sia a Villorba 59,7% che a Paese con il 61,9%, comuni sopra i 20 mila abitanti).

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Gli analisti del voto, a caldo, stanno già riscontrando come il tema autonomista abbia rimescolato le stese carte dell’elettorato: rispetto alla regionali 2015 la percentuale è quasi invariata, ma certo il popolo grillino, parte del Pd, e quasi tutta la sinistra, sono rimasti a casa, onon si sono mobilitati . E dunque devono essere stati rimpiazzati da elettori rimasti a casa in altre circostanze, tenuto anche conto del fatto che in questa consultazioni i residenti all’estero non potevano votare a distanza e non godevano di rimborsi per tonare in Veneto a votare.

Più in generale, sui dati veneti e trevigiani, arrivano dal capoluogo due lettura controcorrente. Una da sinistra, un a dal centrodestra

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La prima è quelli di Gigi Calesso, ora nella nascente Coalizione Civica del capoluogo, rimasto a casa domenica: «Il risultato è di ordinario amministrazione, altro che storico», sostiene, « ha votato il 58,07% in provincia, molti meno che alle politiche 2013, 81,23%, come alle europee 2014, 61,23% e alle Regionali 2015, 54,80%. E siamo quasi 20 punti in meno rispetto al referendum di dicembre: l’autonomia non ha tirato. Quanto ai s ì, sono stati 433.821, quasi come i voti alle regionali 2015 per Zaia, allora 424.111: è la conferma di un consenso già registrato. Ma 330.312 elettori trevigiani non hanno votato o hanno votato No. Vittoria netta, ma non un trionfo».

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La seconda arriva da Enrico Renosto, già capogruppo del Pdl, che ha votato sì: «Trionfo? L’avrei festeggiato volentieri, ma questo 57% non può dare adito a commenti trionfalistici», premette, «se il quorum è raggiunto, siamo pur sempre a poco più di un votante su due. La media con la Lombardia darebbe peraltro un’affluenza del 45%,non una valanga di voti per la trattativa. E soprattutto i numeri non rispecchiano l’amplissimo schieramento per il sì,: c’è scollamento fra partiti, imprenditori, categorie, sindacati, la stessa Chiesa e il popolo del Nord: ricordo che a Treviso, il 4 dicembre, al referendum costituzionale aveva votato l il 76%. Forse la direzione è giusta, ma siamo ancora all’inizio»
 

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