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Il “nuovo” Forno d’Asolo lancia l’Academy Zaia: «Alessandro, la prima generazione»

Una festa (anche e soprattutto per i 285 dipendenti, che l’hanno preparata per settimane) con al centro un Alessandro Benetton inorgoglito dalla definizione di Luca Zaia: «Un esempio di imprenditore di prima generazione che ce l’ha fatta», ripensando alla scommessa vinta con 21 Investimenti (fondata da solo nel 1992) e anche con Forno d’Asolo, su cui ha investito nel 2014, quando i dipendenti erano 130 e i cornetti meno della metà

MASER. Il profumo di brioche è rimasto lo stesso, d’altronde lì dentro si sfornano 170 milioni di “cornetti” ogni anno. Anche il viavai di camion sul piazzale è tipico di un venerdì mattina, giorno sempre vivace per i carichi di quelle che, nei prossimi giorni, saranno le colazioni al bar di migliaia di clienti. Ma l’involucro, quello sì, è cambiato, e l’inaugurazione del nuovo blocco comprendente facciata, Academy, uffici e giardino disegnato dall’architetto Domenico Luciani per Forno d’Asolo si è trasformato in un evento mondano, prima, e in un momento di riflessione sul futuro dell’azienda, poi.

Una festa (anche e soprattutto per i 285 dipendenti, che l’hanno preparata per settimane) con al centro un Alessandro Benetton inorgoglito dalla definizione di Luca Zaia: «Un esempio di imprenditore di prima generazione che ce l’ha fatta», ripensando alla scommessa vinta con 21 Investimenti (fondata da solo nel 1992) e anche con Forno d’Asolo, su cui ha investito nel 2014, quando i dipendenti erano 130 e i cornetti meno della metà.

L’Academy. Di dipendenti ce ne potrebbero essere ancora di più, in futuro, grazie all’Academy di Forno d’Asolo. Un concetto, presentato ieri, completamente nuovo per il mondo dell’industria, mutuato dallo sport e dalle “Academy” in cui crescono i futuri giocatori delle prime squadre. Si tratterà, in sostanza, di un percorso di formazione in diverse tappe dedicato agli studenti degli istituti alberghieri del Veneto. Prima, un periodo di immersione nei laboratori, nel nuovo bar e nelle cucine dell’azienda, in collaborazione con la scuola di provenienza e con gli esperti di FdA. Poi, il master “Professione barista”, gratis, per chi ha dai 18 ai 25 anni: una settimana di full immersion per imparare un mestiere che, come ha spiegato ieri il Ceo Alessandro Angelon, «non può essere improvvisato e non deve essere un ripiego». Infine, e solo per i migliori studenti del master, l’assunzione tramite stage retribuito e l’esperienza nel team di ricerca e sviluppo. «Nel 2014 l’Academy esisteva per i clienti e per i dipendenti, come formazione su macchine e prodotto» ha ricordato Angelon, «oggi si espande alle scuole alberghiere e ai giovani. E tutto alll’interno di spazi rinnovati, ricavati da un vecchio magazzino». Maria Cristina Piovesana, presidente Unindustria Treviso, su giovani e lavoro ha calibrato quasi tutti i suoi interventi degli ultimi mesi. E ieri, infatti, ha definito il progetto «un otitmo investimento nel capitale umano, componente essenziale del successo di qualsiasi azienda.

Pasticceria. La seconda sfida targata FdA, calcolata su un orizzonte temporale di circa cinque anni, è quella che l’azienda ha messo in bella mostra all’ingresso, e ha fatto assaggiare per prima al governatore Zaia. Dopo le brioche, i pasticcini: l’obiettivo è di riprodurre il modello di business risultato vincente per le prime, creando i prodotti da pasticceria (monodose) ad Asolo ed esportandoli, congelati, in tutto il mondo. Sfida su cui è intervenuto direttamente Alessandro Benetton: «Un sogno e una speranza. Sarebbe bello se la prossima frontiera fosse quella del punto vendita della pasticceria. Pensiamo di non essere troppo lontani dal concetto di prodotto di altissima qualità surgelato».

L’azienda. Zaia ha passeggiato a lungo tra le aree della nuova Academy assieme a Benetton, sussurrandogli complimenti e la promessa di rivedersi presto, in privato. In pubblico non si è parlato di politica ma di impresa, sottolineando lo smarcamento di Alessandro (figlio di Luciano) da Benetton Group ed evidenziando il concetto di imprenditore di prima generazione che ha compiuto un percorso professionale in piena autonomia: «Lui, con 21 Investimenti, ce l’ha fatta. Ora questa nuova sfida, con lo stesso concetto alla base: il prodotto va curato fino al consumatore finale, in ogni dettaglio». I bilanci premiano gli sforzi

degli ultimi anni: il fatturato 2017 sarà di 125 milioni di euro (era di 73 milioni nel 2014, di 113 l’anno scorso), 40 mila i punti vendita in Italia e all’estero (25 mila nel 2014), 410 gli agenti e i consegnatari, 50 i Paesi serviti nel mondo, 23 i milioni di euro spesi in innovazione.

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