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I ragazzi delle moto: «Meglio sparire»

Mansuè, migliorano le condizioni del diciottenne dopo l’incidente al raduno del Team Roda Alta. Che cancella i propri social

MANSUÈ. Domenico migliora, molto lentamente ma migliora. La prognosi non è ancora sciolta ma i segnali che giungono dal reparto del Ca’ Foncello dove è ricoverato sono tutti incoraggianti. Il diciottenne di Chiarano rimasto gravemente ferito nello scontro tra due moto durante un raduno del Team Roda Alta rimane in prognosi riservata, ma non dovrebbe correre pericolo di vita. L’altro ragazzo, residente a Caneva, è già stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di poche settimane.

Il raduno era stato promosso dal Team Roda Alta di Oderzo, nell’ambito della propria attività, semiclandestina. Si trattava del sesto raduno organizzato da questo gruppo di giovani, appassionati di moto e video, dall’inizio dell’anno. Tutti svoltisi nella zona industriale di Mansuè e tutti pubblicizzati attraverso i canali social. Questa volta, però, qualcosa è andato storto. Durante il raduno le due moto, lanciate a forte velocità, si sono scontrate per una precedenza non rispettata. Ad avere la peggio il diciottenne di Chiarano, che guidava una Hm 125, trasportato in elicottero al Ca’ Foncello.

Immediata è scattata la caccia ai testimoni dell’incidente, tra i partecipanti al raduno, molti dei quali si sono dileguati prima dell’arrivo dei carabinieri. I militari dell’Arma, che hanno provveduto a rilevare l’incidente stradale, avrebbero identificato anche alcuni partecipanti. Per capire come possa essere accaduto l’incidente servirebbero i filmati del raduno, ma difficilmente i carabinieri ne verranno in possesso.

I ragazzi che fanno parte del Team Roda Alta hanno deciso, dopo un rapido passa parola su WhatsApp, di scomparire dai social. Niente più Youtube, niente più Instagram, niente più Facebook, niente più Telegram. I gruppi sono stati tutti oscurati ieri mattina, dopo che il nostro giornale aveva in qualche modo ricostruito l’origine del raduno svelandone i dettagli. Cancellati anche i prossimi appuntamenti. Il gruppo almeno per adesso è «congelato», in attesa di chiarire se vi saranno conseguenze per i promotori del raduno. Probabilmente, una volta calmate le acque, riaffiorerà sotto nuove spoglie e magari darà vita a una «rimpatriata» al confine tra le province di Pordenone e Treviso. Proprio i ragazzi delle due province si erano dati appuntamento nella zona industriale che ora sarà «off limits». Il sindaco di Mansuè, Leonio Milan, annuncia per stasera una decisione dalla giunta: «La maggior parte di quei giovani non è del paese, ma
non per questo staremo fermi - spiega - Vedremo se fare un’ordinanza che vieti questi raduni e poi naturalmente cercheremo di farla rispettare». Dopo il rapporto dei carabinieri, la Procura potrebbe aprire un’inchiesta per capire se vi siano delle responsabilità. (d.f.)



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