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Treviso, Permasteelisa cerca migranti per i suoi progetti di lavoro

Treviso. La richiesta: parlare italiano, inglese, avere un diploma e disponibilità al lavoro anche notturno A promuovere l’iniziativa la prefettura. Dubbi del sindacato: «Non hanno trovato italiani?»

TREVISO. Permateelisa offre lavoro ai profughi. La società “trevigiana” recentemente acquisita dal gruppo cinese Grandland per 467 milioni di euro ha deciso di aprire le sue porte ai migranti e valutare la possibilità di impiegarli nei propri cantieri o nella propria attività.

La multinazionale di costruzioni (ex proprietà giapponese) è intenzionata a selezionare curricula di richiedenti asilo o di ex profughi che abbiano ottenuto il riconoscimento di protezione internazionale. La richiesta è ufficiale, tanto da essere passata attraverso i canali della prefettura di Treviso che ha diramato l’avviso alle varie cooperative, associazioni, società che si occupano della gestione dei centri di accoglienza.

La società cerca ragazzi che conoscano l’italiano, parlino inglese o francese, abbiano un diploma di laurea o un diploma professionale (molti profughi in Italia da anni frequentano corsi professionali), «abbiano abilità psico fisica al lavoro in cantiere e disponibilità al lavoro in turno, e anche notturno» sottolinea la società. Il gruppo deciderà poi se e quanti migranti “assumere”, e come impiegarli. Il progetto rientra infatti in un programma che Permasteelisa intende avviare denominato “Building the future”, che è anche lo slogan dell’azienda. La possibilità di attingere all’ampio bacino di forza lavoro e candidati costituito dai migranti ospitati nelle strutture cittadine pare sia stata offerta dal prefetto in persona, che si sta impegnando da tempo per riuscire ad attivare con i migranti quanti più percorsi di inserimento sociale e lavorativo possibile.

Fino ad oggi, nel corso degli ultimi tre anni, la prefettura ha registrato circa un centinaio di migranti contrattualizzati, ma si è sempre trattato di contratti a tempo, lavori stagionali (soprattutto in agricoltura), lavori a chiamata giornaliera. La possibilità di creare impieghi più stabili potrebbe essere una prima volta considerata un esempio virtuoso.

Di certo è la prima volta che un grande gruppo si rivolge ai migranti per valutare le sue assunzioni o la ricerca di persone da impiegare nei cantieri. Quelli italiani, sia chiaro, perchè i migranti ospitati nei centri possono lavorare dal secondo mese di permanenza nelle strutture ma non hanno possibilità di espatrio fino a quando non si è ultimata la loro richiesta di asilo.

All’offerta, o per meglio dire alla ricerca, di Permasteelisa guarda con interesse e non senza sospetti anche la Cgil di Treviso. «L’iniziativa ci risulta nuova» dice Nicola Atalmi, delegato all’immigrazione della Cgil, «immagino che un’azienda come Permasteelisa abbia bisogno di personale qualificato e preparato spesso. Se tra i richiedenti asilo c’è personale simile ben venga. Do per scontato» sottolinea, «che si parli di contratti regolari, ma evidenzio che in questo caso anche molti trevigiani sarebbero interessati a lavorare per la multinazionale. Certo a parità si condizioni e preparazione italiani e migranti sono tutti uguali, ma suppongo che se Permasteelisa sta cercando eventuali candidati tramite prefettura e cooperative che gestiscono i centri sia perché non li ha trovati nelle liste di disoccupazione, negli uffici di lavoro interinale o in altri canali».

La prefettura da parte sua si dice soddisfatta della possibilità offerta dalla multinazionale a cui sono

già stati inviati circa una quindicina di curricula. «Avevano già selezionato alcuni possibili lavoratori nei mesi passati, ma la situazione è in aggiornamento» spiegano dagli uffici, «quindi abbiamo rinnovato la richiesta di nominativi alle coop».



 

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