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I trasportatori di Treviso denunciano il maxi cartello dei camion

Treviso. Class action di 34 aziende di Cna: chiedono a Scania e altri big 7 milioni di euro. I colossi internazionali avrebbero gonfiato fino al 20% il prezzo dei loro mezzi

TREVISO. Trentaquattro aziende di trasporto della Marca, associate a Cna, contro i colossi mondiali dei camion. Gli autotrasportatori trevigiani, che hanno intrapreso una class action contro Scania, Man, Daf, Daimler, Iveco e Volvo/Renault, chiedono complessivamente 7 milioni di euro di risarcimento a causa dell’eccessivo prezzo pagato per l’acquisto, negli anni scorsi, di 121 automezzi. «Denaro rubato alle aziende della Marca», secondo gli autotrasportatori. Il costo dei loro mezzi, infatti, sarebbe stato gonfiato da un vero e proprio cartello tra i grandi player mondiali del settore, sfavorendo il cliente finale. Secondo la Commissione Europea, gli autoveicoli sarebbero stati immessi sul mercato a un prezzo del 10-20 per cento superiore rispetto al reale valore di mercato.

A rafforzare la tesi del cartello, e a infondere fiducia nell’azione legale degli autotrasportatori Cna, è stato un provvedimento di fine settembre della Commissione Europea, che ha sanzionato Scania con una multa di 880 milioni di euro per aver partecipato al trust. È il tassello che mancava: nei confronti delle altre società coinvolte il provvedimento era già stato eseguito, con sanzioni di vario genere. Ora c’è tempo fino a fine mese per partecipare alla class action delle imprese trevigiane.

«La Commissione ha accertato il comportamento fraudolento attuato dalle maggiori case costruttrici di camion in Europa per la spartizione del mercato» ha tuonato ieri Giuliano Chies, responsabile sindacale di CnaTreviso, «il nostro lavoro per ottenere il risarcimento danni per quanti hanno acquistato dei camion nel periodo interessato dal cartello potrà continuare, quindi, con una consapevolezza in più». Di certo, però, non saranno tempi rapidi. Giuliano Rosolen, direttore Cna Treviso, lancia comunque un appello agli associati per non abbandonare una battaglia che proprio ora sembra aver imboccato la strada vincente: «Più il tempo passa, più ci dice che siamo sulla buona strada, a questo punto ci sentiamo di dire che la possibilità di portare a casa un buon risarcimento è concreta». Le 34 aziende coinvolte reclamano, complessivamente, 7 milioni di euro: sarebbe, anche se spartita, una cifra in grado di risollevare i destini professionali

di molti. «Nel gruppo ci sono anche delle aziende ben strutturate», spiega Rosolen, «alcune sono tra le maggiori della Marca nel settore degli autotrasporti. Senza l’indagine che c’è stata, non avrebbero mai saputo di aver pagato i loro mezzi più del dovuto. Ora la giustizia è più vicina».

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