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A Treviso Presto una casa d’emergenza per mariti separati

Il Centro servizi volontariato presenta le prossime sfide «Troppi uomini separati finiscono a dormire in auto» «Capita sempre più spesso che gli uomini vadano in difficoltà dopo la separazione, devono lasciare la casa, e pagare gli alimenti. Ci sono casi in cui non hanno le risorse economiche per farcela, e rischiano di finire sulla strada

TREVISO. Una casa per ospitare i mariti separati e in difficoltà. E’ uno dei progetti avviati da Csv, Centro Servizi Volontariato che unisce 350 associazioni, e che sarà al centro dell’attività 2018. L’immobile è già stato individuato, e ora l’associazione sta predisponendo i regolamenti per renderlo attivo al più presto. «Sarà un centro di accoglienza per situazioni di emergenza», spiega Alberto Franceschini, presidente di Csv. «Capita sempre più spesso che gli uomini vadano in difficoltà dopo la separazione, devono lasciare la casa, e pagare gli alimenti. Ci sono casi in cui non hanno le risorse economiche per farcela, e rischiano di finire sulla strada. Noi cercheremo di evitare loro di andare a dormire in macchina, sarà un sostegno solo per il primo periodo». Lo stabile avrà 5 posti letto, con degli spazi adatti anche a ospitare padri con figli. Un’emergenza questa che si presenta sempre più spesso, tanto da indurre anche la Cassazione, nel marzo scorso, a stabilire che il criterio per l’assegno di mantenimento è l’autosufficienza e non più il tenore di vita di cui si godeva prima della fine del matrimonio. Con l’aumento dei divorzi, e una situazione economica più critica rispetto a dieci anni fa, sono saliti anche i casi di uomini finiti in disgrazia per la fine del matrimonio.

I divorzi. Nel 2016 a Treviso si contava un divorziato ogni 27 abitanti, con un aumento del 62% degli addii in 10 anni. Nel 2006 i divorziati erano 1.894, uno ogni 43 abitanti. A fine 2016 questo numero si è impennato, arrivando a quota 3.079. Una crescita esponenziale confermata anche in provincia: nel 2006 i divorziati nella Marca erano 10.830 contro i 21.318 del 2016, con una media che vuole un divorziato ogni 48 abitanti.

Le eccedenze. Altro fiore all’occhiello del Csv per il 2018 è la creazione di un coordinamento per la raccolta delle eccedenze alimentari. «Oggi ci sono 40 gruppi diversi in provincia che raccolgono il cibo da supermercati e negozi, e molti di questi lo fanno autonomamente», spiega Franceschini. «Ma spesso proprio i supermercati sono in difficoltà, perché non sanno esattamente a chi rivolgersi, sono disorientati di fronte a molte richieste differenti. Un coordinamento garantirebbe una distribuzione più efficiente del cibo». Si stima che in provincia di Treviso vengano raccolti circa 1.700 tonnellate all’anno di cibo da distribuire ai bisognosi. Solo a Montebelluna, con La Dispensa, c’è un coordinamento che riesce a gestire grandi quantità di cibo. Altri due progetti in procinto di partire riguardano il contrasto al gioco d’azzardo nel coneglianese, e la promozione del volontariato nelle scuole.

Il terzo settore. Ma il prossimo è un anno decisivo per tutto il volontariato, visto che entrerà in vigore la riforma del Terzo Settore. «Treviso, di fronte alle indicazioni che prevedono un Csv ogni milione di abitanti, ha sollecitato i parlamentari trevigiani a farsi carico della necessità che il Csv rimanga provinciale, per le caratteristiche legate al numero di soggetti del Terzo Settore presenti in provincia», sottolinea Franceschini. «Ciò è possibile perché la norma consente delle deroghe». La riforma inoltre prevede che i fondi del volontariato derivanti dalle fondazione nancarie, obbligate a destinare un quinto delle proprie risorse a questo settore, saranno ripartiti su base regionale da un organismo centrale. «Ma siamo convinti che questo non cambierà la sostanza», conclude il presidente di Csv. «Perché alla fine i soldi saranno sempre distribuiti sul territorio. Inoltre la riforma aumenta il livello di trasparenza, obbligando tutte le associazioni a presentare il proprio bilancio all’organismo di controllo nazionale».

Il meeting. La

riforma sarà oggetto del meeting provinciale del volontariato, sabato a Ca’ del Galletto, con relatori l’onorevole Edoardo Patriarca già portavoce del Terzo Settore, Carlo Mazzini consulente enti non profit, e i docenti universitari Antonio Fici e Luca Degani.


 

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