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I supermercati di Treviso tra i più economici d'Italia

Provincia di Treviso fra le più economiche. L’Emisfero di via Eroi di Podrute (Silea) è il terzo iper più economico a livello nazionale, e il Visotto di Sant’Angelo segue poco dietro. Risultati, questi, frutto della concorrenza tra i numerosi supermercati presenti nel Trevigiano, secondo gli esperti di Altroconsumo; insomma un risultato analogo sui prezzi delle benzina, da anni tra i più bassi d’Italia  

TREVISO. La spesa a Treviso costa poco, molto meno che nel resto d’Italia. Sembra un paradosso per una delle province più ricche della penisola, eppure la rivista Altroconsumo lo conferma nella sua annuale ricerca sui supermercati più convenienti d’Italia. L’Emisfero di via Eroi di Podrute (Silea) è il terzo iper più economico a livello nazionale, e il Visotto di Sant’Angelo segue poco dietro. Risultati, questi, frutto della concorrenza tra i numerosi supermercati presenti nel Trevigiano, secondo gli esperti di Altroconsumo; insomma un risultato analogo sui prezzi delle benzina, da anni tra i più bassi d’Italia, grazie alla diffusione di molte “pompe bianche”. I trevigiani possono districarsi facilmente nella giungla di offerte tra 3x2, pacchi convenienza, e i coupon sconto sempre più diffusi, ma anche qualora non avessero voglia di prestare attenzione alle offerte del mercato, cascherebbero comunque mediamente bene. In ogni caso il supermercato più caro della provincia è più economico della media italiana.

Le ferie nel carrello. Non si parla di pochi euro di risparmio, ma di più di mille euro all’anno per una famiglia con due figli che acquista solo prodotti di marca. Una bella fetta delle vacanze estive. Secondo l’Istat una famiglia composta da 4 persone all’anno mediamente spende 7.726 euro; Altroconsumo nella sua ricerca ha scoperto che nei supermercati più economici d’Italia – l’Emisfero di Vicenza e di Pordenone – spenderebbe 6.528 euro. A Treviso poco di più. Il supermercato più economico è anche qui l’Emisfero, quello di Silea, dove il carrello per quattro persone costa 6.575 euro. Il punto vendita di Silea ha superato quest’anno il Visotto di Sant’Angelo, supermercato più economico del Trevigiano nel 2016 e nel 2015, e quest’anno al secondo posto. Qui la spesa costa 6.689 euro all’anno. Fatto 100 il costo all’Emisfero di Pordenone e Vicenza, la rivista attribuisce un valore di 101 – ovvero più cari dell’1% – ai primi due punti vendita trevigiani. Al terzo posto l’Alì di via Nicola di Fulvio (Santa Bona), con una spesa da 6.711 euro e un risparmio di 1.015. Seguono l’IperLando sulla Feltrina e l’IperCoop di Conegliano. Ma, come detto, anche nei negozi più cari della provincia si pende meno che in Italia: allo Spak di San Pelajo la spesa annuale costa 7.380 euro, 346 euro in meno della media nazionale; al Pam di via Zorzetto 7.296. Una famiglia di Messina che facesse la spesa nel supermercato più caro della città – il Simply – spenderebbe 8.497 euro; quasi due mila euro in più di quanto si può spendere nel trevigiano. Il trend è questo: al Sud la spesa costa più che al Nord.

L'INCHIESTA DI ALTROCONSUMO

Altroconsumo da ormai vent’anni mette in mano agli italiani una vera e propria guida del risparmio. Un’inchiesta, quelle sui supermercati più economici, che è diventata sempre più approfondita. La rivista tra marzo e aprile ha confrontato 1.017 punti vendita in Italia (216 iper, 528 supermercati, 273 hard discount) di 68 città italiane, sparse in tutte e 20 le regioni. Per confrontare i prezzi sono state selezionate 115 tipologie di prodotti, di cui 14 relative a frutta, verdura, formaggi e salumi da banco e carni, gli altri sono prodotti confezionati. Le tipologie scelte sono quelle su cui, secondo l’Istat, le famiglie italiane concentrano maggiormente la spesa. Per i prodotti freschi sono state selezionate le 3 varietà più care. Per ciascuna delle 101 tipologie di prodotti confezionati, invece, sono stati rilevati i prezzi di tutti i prodotti presenti a scaffale al momento della rilevazione. Nel caso di prodotti in offerta o in promozione è stato rilevato il prezzo in promozione solo se rivolto a tutti i clienti del punto vendita. In totale sono stati rilevati 1.186.372 prezzi. A questo punto, individuato il supermercato più economico d’Italia, si fissa su di esso il valore 100, al quale vengono rapportati gli altri punti vendita.


Discount e prodotti low-cost. Il risparmio aumenta notevolmente se non si bada alla marca ma si acquistano solo i prodotti più economici, non necessariamente nei discount. Nella classifica di Altroconsumo, il più economico è il Lidl, dove la spesa di un anno, sempre di una famiglia con due figli, ammonta a 3.650 euro, ovvero 4.076 euro in meno della spesa media di una famiglia italiana. Al D-Più 3.654, all’Ipercoop di Castelfranco 4.182. Marchio commerciale. Altra via per risparmiare è affidarsi ai prodotti a marchio commerciale delle stesse catene della grande distribuzione. Il costo, in questo caso, si colloca circa a metà strada tra il discount e il prodotto di marca, e la classifica è molto diversa rispetto a quella della spesa con i marchi tradizionali. Il più economico in provincia di Treviso diventa il Conad di Olmi, con una spesa di 5.434 euro, seguono l’Ipercoop di Conegliano (5.456) e il Bennet di Colle Umberto (5.599). Alì, Emisfero, Visotto e IperLando sono lontani, tutti tra i 6.300 i 6.800 euro; segno delle diverse tipologie di marketing adottate dalle rispettive aziende.

I single. I consigli di Altroconsumo per i single non cambiano. Gli iper dove si spende sono anche qui gli stessi: Emisfero, Visotto, Alì, IperLando, Ipercoop. Nel punto vendita di Silea un single, acquistando solo prodotti di marca, in un anno può spendere 3.347 euro, al Visotto 3.405, al Alì 3.416, all’IperLando 3.469, all’IperCoop 3.568. Si può risparmiare anche di più. Ma certo la scelta, quando c’è, è tra qualità e risparmio.

Al discount, con i prodotti più economici, un single può tenersi nel portafoglio circa 1.500 euro; al Lidl spenderebbe appena 1.858 euro. Resta dunque una spesa adatta a chi si pone come imperativo il risparmio, e che magari quei 1.500 non li userà per le vacanze, ma per pagare le bollette.

 

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