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Vedelago: operai vanno al lavoro e trovano la fabbrica chiusa

Vedelago, i sindacati: «Una provocazione inaccettabile, l’azienda pagherà i dipendenti fino all’ultimo giorno»

VEDELAGO. Pensavano che dopo l'incontro con il Prefetto, la vertenza fosse praticamente chiusa, pur con la prospettiva della chiusura dello stabilimento a fine mese. Gli operai della Elleti erano pronti a tornare al lavoro, ma hanno trovato i cancelli chiusi da catena e lucchetto: insomma non sono potuti entrare non hanno avuto nessuna spiegazione per questa decisione. Ai sindacati non è rimasto che comunicare la "messa a disposizione" dei lavoratori.

Tradotto: Elleti dovrà comunque pagare questa giornata di lavoro, come le altre fino alla fine del contratto previsto per il 30 settembre, termine in cui i lavoratori dovranno comunicare le proprie decisioni circa il fatto di accettare il trasferimento a San Bonifacio (Verona) o lasciare il posto di lavoro. Per entrambe queste opzioni si era arrivati a concordare gli incentivi: trasporto a carico dell'azienda per chi decide di restare, tremila euro una tantum per chi se ne andrà. "Siamo a dir poco sorpresi di aver visto chiudere l'azienda con lucchetto e catenaccio - dichiara Gianni Boato della Femca Cisl - decisione di cui non capiamo il motivo. Ci eravamo visti lunedì preso la sede di Unindustria per siglare gli accordi fatti a voce, ma l'azienda aveva aggiunto anche una richiesta di rateizzazione del tfr, che non era stata prevista. Insomma la discussione si era riaperta, ma senza alcuna rottura. Ieri la sorpresa della serrata".

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I lavoratori segnalano che di fatto ormai la sede vedelaghese della Ellepi è una scatola vuota: gran parte del magazzino sarebbe stato trasferito, non ci sarebbero le condizioni per essere operativi. "Non capiamo che cosa abbia voluto dire l'azienda con questa chiusura - commentano - ora rimaniamo a disposizione in attesa che ci comunichino che cosa vogliono fare". Gli accordi conclusivi dovevano essere firmati tra ieri e oggi: poi martedì sera la comunicazione che l'azienda non poteva essere presente all'appuntamento per impegni sopravvenuti.

"Quanto è accaduto è semplicemente vergognoso - commenta Cristina Furlan, segretario provinciale della Filctem Cgil - sembrava che la situazione fosse ormai risolta. Ieri invece questo comportamento inammissibile prima della formalizzazione dell'accordo. Sia chiaro: l'azienda dovrà pagare i dipendenti fino all'ultimo giorno previsto dal contratto, sia che decida di riaprire lo stabilimento o meno. Su questo non transigeremo". Le parti si rivedranno lunedì 18.
 

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