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Oderzo. Accoltellato dal padre. Il figlio dall'ospedale: «Scusa papà, è stata tutta colpa mia»

Oderzo. Dal letto d’ospedale in cui è ricoverato per una ferita all'ddome, Alisson Gobbo spiega: «Ero ubriaco, me la sono presa con la persona più buona del mondo»

ODERZO. «Ero ubriaco, se non fossi stato alterato dall’alcol tutto ciò non sarebbe avvenuto». Alisson Gobbo, il rugbista di 24 anni, ferito gravemente dal padre Daniele con un coltello da cucina, sta meglio dopo aver rischiato la vita ed è ancora scosso per le conseguenze della lite, scoppiata lunedì notte nella loro casa di Oderzo, che ha portato dietro le sbarre il genitore. Disteso nel suo letto d’ospedale, nel reparto di chirurgia del Ca’ Foncello, parla della drammatica sera in cui suo padre l’ha accoltellato, pronuncia parole d’amore verso i suoi genitori ed i suoi occhi si inumidiscono quando parla di loro. Il suo primo pensiero, però, va al padre Daniele, ferroviere, che ha già trascorso due notti al carcere di Santa Bona. Si commuove quando parla di lui.

Se ora potesse parlare con suo padre, cosa gli direbbe?

«Che gli voglio un bene dell’anima. È la persona più buona del mondo e non merita di stare dietro le sbarre di una cella. Ho cercato di chiamarlo al carcere di Santa Bona ma non mi fanno parlargli. Posso solo dire che lui è venuto a prendermi in Brasile e mi ha salvato la vita. Mi ha dato tutto. Lui con il carcere non c’entra nulla. È stata tutta colpa mia. Non punterò mai il dito contro di lui».

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A proposito di quella sera, ricorda cos’è successo?

«Sono tornato a casa ubriaco ed i miei genitori erano appena rientrati dalla Croazia. Avevo pulito la casa tutto il giorno e avevo raccomandato a mio padre di controllare che il cane non facesse disastri. Invece ho trovato la mia stanza in disordine ed il materasso mordicchiato. A quel punto sono andato fuori di testa».

Ed è scoppiata la lite...

«Ci siamo scontrati fisicamente. Poi mio padre ha preso un coltello da cucina. Non me l’aspettavo ma evidentemente ha avuto paura di me. Ero incontrollabile. Sono sicuro che non l’ha fatto per uccidermi ma soltanto per fermarmi. Del resto io sono un uomo di oltre 80 chili e ho sempre giocato a rugby, lui invece è un uomo di 60 anni. Sicuramente ha avuto paura di me».

Ha avuto paura di morire?

«Sì, dopo aver ricevuto la coltellata perdevo molto sangue. Sono uscito in pianerottolo e poi sono rientrato in casa e mi sono disteso sul divano. Non volevo perdere conoscenza perché temevo di morire. Solo quando ho visto i soccorritori del 118 mi sono tranquillizzato e poi ho perso conoscenza. So che ho rischiato grosso. Me l’hanno detto i medici».

E sua madre?

«Mia madre, cara, è venuta a trovarmi all’ospedale ieri (martedì, ndr) pomeriggio e stamattina mi ha telefonato. Sono molto preoccupato per lei. È stata mia mamma a raccontarmi quello che era successo perché non ricordavo più nulla. Del resto, nella notte di lunedì mi hanno sottoposto ad un intervento chirurgico e mi hanno tolto un pezzo d’intestino».

Dramma a Oderzo: papà accoltella il figlio in via Vizzotto L'episodio nella notte fra lunedì e martedì in via Vizzotto a Oderzo. Il ragazzo, il rugbista di 24 anni Alisson Gobbo, è ricoverato al Ca' Foncello di Treviso in gravissime condizioni


Ha attraversato un periodo difficile...

«Diciamo che ultimamente mi ero un po’ perso. Ho trascorso mesi molto difficili per due motivi. Il lavoro. Ero impiegato presso una compagnia telefonica con sede a Mestre. Partivo alla mattina e tornavo alla sera. Non ero appagato. Poi anche una storia sentimentale finita male. Dopo tre mesi non pensavo mi facesse ancora soffrire».

Il futuro come lo vede?

«Beh, innanzitutto mi prenderò cura della mia famiglia. Starò con i miei genitori per superare assieme a loro questo momento difficile. Poi, non so. Ho bisogno di cambiare aria e penso che andrò un po’ in Svizzera dove vive una mia cugina e chissà che non trovi lì la mia strada anche dal punto di vista lavorativo. Ho deciso: adesso si volta pagina».


 

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