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Vaccini, secondo i genitori asilo negato a una bimba a Treviso

Il coordinamento “free vax” accusa: «È successo ieri a Treviso». Oggi nuove esclusioni

TREVISO. Non senza intoppi a Treviso l’avvio del primo anno scolastico segnato dall’obbligo della vaccinazione per i bambini da 0 a 16 anni. Ieri era l’ultimo giorno utile per presentare a scuola la documentazione sullo “stato vaccinale”: da oggi chi non è in regola non entrerà alle materne o al nido. Ma ci sarebbe già un precedente: una bambina di 3 anni lasciata fuori già ieri mattina dall’asilo perché priva di idonea certificazione. Un caso portato alla luce dai genitori del Corvelva, il Coordinamento per la libertà delle vaccinazioni: «Il papà della piccola si è presentato a scuola, che si trova nel Comune di Treviso, portando un foglio che attestava un colloquio con l’Usl per valutare la situazione clinica della figlioletta che aveva avuto un’allergia. Ebbene, la bimba è stata bloccata e non è potuta entrare in classe. Oggi, probabilmente, verrà esclusa. «La preside vuole l’autocertificazione a tutti i costi e noi denunciamo l’ostruzionismo di molti dirigenti che si appuntano alla giacca la stella da sceriffo ed escludono gli alunni a priori», denuncia Mattia Marchi del Corvelva. Una situazione che il Coordinamento trevigiano free-vax sta seguendo da vicino.

«La scuola in questione esclude senza motivare, ma se si butta un genitore fuori insieme alla sua bambina bisogna argomentare la decisione per scritto. Alla luce di ciò che sta accadendo anche nella Marca molte famiglie sono pronte a denunciare i dirigenti scolastici che fanno la caccia alle streghe», sottolineano dal Corvelva. Il braccio di ferro tra famiglie no-vax, scuole e aziende sanitarie riguarda anche i numeri degli “inadempienti”. Il Corvelva conta centinaia di genitori trevigiani nella fronda degli scettici, mentre la Fism calcola solo una decina di casi in cui non è stata consegnata la documentazione a scuola. Nel frattempo, l’Usl 2 della Marca riceve in media 200 e-mail di chiarimento al giorno. Ogni occasione è buona per ribadire l’iter per iscrivere il bambino a scuola senza infrangere la legge. «Per l’ammissione alle scuole dell’infanzia e per non incorrere nella sanzione economica (estesa alla scuola dell’obbligo da 6 a 16 anni) è necessario che il genitore presenti l’autocertificazione o lo stato vaccinale del figlio o l’appuntamento all’Usl per mettersi in regola con la profilassi.

La copia di un colloquio legato a una patologia del minore non vale per l’entrata in classe», sottolinea Giovanni Gallo, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica alla Madonnina. Nel caso di un bambino affetto da una patologia che impedisca l’immunizzazione, l’iter previsto dalla legge parla chiaro: «Solo il pediatra o il medico curante possono certificare una controindicazione alla vaccinazione. Non è contemplato
il meccanismo della richiesta di colloquio all’azienda sanitaria come viatico», evidenzia Gallo. Ma i no-vax promettono battaglia e puntano a creare asili e scuole parentali: «Le scuole per accogliere i non vaccinati stanno nascendo in maniera spontanea».

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