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Treviso, a scuola senza bus navetta

Disagi al Planck e al Da Vinci di Treviso, studenti “all’assalto” dei pullman di linea

TREVISO. Autobus navetta dalla stazione all’istituto scolastico e ritorno assenti, bidelli “inviati speciali” in strada per tenere sott’occhio la sicurezza degli studenti se non altro per la presenza di un cantiere ancora aperto lungo la strada che porta dalla stazione di Lancenigo alla scuola. E ancora buche sull’asfalto tamponate fuori della scuola e tapparelle sostituite, tutto a spese del bilancio scolastico. E dulcis in fundo l’attesa di cento nuovi banchi già al primo giorno di scuola “in ritardo” nella consegna.

Non è il trailer rocambolesco della pellicola di un viaggio avventuroso nella scuola trevigiana, ma la serie di conseguenze che i ritardi di avvio del servizio di bus navetta da parte dell’azienda di trasporto Mom e la mancanza di alcuni interventi di sistemazione degli istituti da parte della Provincia ha causato ieri mattina, primo giorno di scuola, all’Itis Planck di Lancenigo. E per quanto riguarda l’assenza di bus navetta stessa sorte nel disservizio è capitata anche al liceo scientifico Da Vinci.

I primi istituti superiori in città ad aver già fatto suonare la campanella di inizio anno scolastico ieri mattina. Orario a pieno regime di cinque ore al Planck. Con tutti i 1.400 alunni in classe. Ma vista la mancata erogazione da parte dell’azienda di trasporto locale e delle amministrazioni competenti di servizi necessari, l’istituto si è visto costretto a intervenire con le sue stesse forze: «Già il 21 agosto avevamo inviato una lettera all’azienda di trasporto per metterli al corrente che avremmo iniziato l’anno scolastico l’11 settembre», spiega il preside dell’Itis Planck Mario Della Ragione. «chiedendo la garanzia del servizio dei bus navetta. Abbiamo ricevuto una lettera generica di risposta. Chiesti chiarimenti, nessuna risposta. Stamattina (ieri mattina ndr) ho chiamato e la risposta è stata che non ci possono ancora essere i bus navetta visto che la maggior parte degli istituti inizia la scuola mercoledì».

L’istituto è subito corso ai ripari pubblicando nel proprio sito un avviso per mettere al corrente le famiglie: «Sono circa la metà gli studenti che usufruiscono delle navette. Sette, otto le navette messe ogni anno a disposizione», precisa il dirigente scolastico del Planck. «E ieri tutti hanno dovuto ricorrere agli autobus di linea o ai treni. Con disagi e ritardi». Non è che l’ultima goccia di un vaso colmo di attese nell’erogazione di servizi essenziali alle scuole al via. Tanto che sempre ieri mattina l’istituto Planck si è visto costretto pure a inviare dei collaboratori scolastici lungo la strada che dal campus di Lancenigo porta alla stazione dei treni – ad oggi cantiere aperto con lavori di rifacimento in corso – per garantire la sicurezza degli studenti in entrata a scuola: «Il marciapiede non è ancora praticabile. I ragazzi si vedono obbligati a camminare lungo la strada in orari di punta», continua il preside, costretto a chiedere ai collaboratori di fare anche i vigili. «Al Comune abbiamo chiesto di mettere a disposizione una pattuglia di polizia municipale per la sicurezza dei ragazzi». E sempre per evitare incidenti all’interno del campus l’istituto ha dovuto nei giorni scorsi rimboccarsi le maniche per tappare con del catrame delle buche sull’asfalto, evitando così che gli studenti possano cadere dallo scooter.

Resta invece l’attesa per un centinaio di nuovi banchi chiesti a giugno che arriveranno la prossima settimana: «Ciascuna istituzione dovrebbe assumersi le proprie responsabilità

e collaborare con le scuole», conclude il preside Della Ragione. «Basta poco. I problemi si risolvono collaborando insieme. Non si possono sottovalutare le conseguenze. E lasciare che le scuole affrontino i problemi da sole».

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