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Raid intimidatorio contro il sindaco di Mogliano

Mogliano. L’auto di una cooperativa comunale danneggiata e imbrattata con una svastica. Carola Arena: «Vigliacchi»

MOGLIANO. Svastica e insulti sessisti contro il sindaco Carola Arena: vandali imbrattano e danneggiano le auto di una cooperativa sociale prendendo di mira il primo cittadino moglianese. Sul fatto, avvenuto probabilmente nella notte tra domenica e lunedì, da ieri stanno già indagando i carabinieri. Molti i punti interrogativi: si tratta di uno squilibrato o dietro alle ingiurie si nasconde un preciso movente politico? Le auto parcheggiate vicino al parchetto di via Vanzo, prive di scritte aziendali, sono state scelte per un motivo ben preciso o sono il frutto di un raid casuale? Il comandante della stazione moglianese dei carabinieri, Donato Convertini, è chiamato a dare risposta a queste domande ed è già al lavoro.

Stando alle prime ricostruzioni si tratterebbe di una precisa intimidazione che ha, come bersaglio, direttamente il sindaco moglianese. Vetri rotti (sfondati con un estintore), scritte ingiuriose a sfondo sessista e simboli dell’estrema destra (una svastica e una croce celtica, su bomboletta rossa): perché i vandali si sono accaniti proprio su due auto di una cooperativa sociale?

Di che cooperativa si tratta, e in che settore operi, invece, non è dato sapersi: l’amministrazione mantiene il massimo riserbo. C’è però la volontà, da parte del primo cittadino, di rispondere con fermezza: «Non posso che condannare questa vigliacca intimidazione che prima di tutto ha danneggiato due auto che ora non possono essere utilizzate per il loro scopo, aumentando sicuramente il disagio di nostri concittadini» ha commentato in una nota ufficiale il sindaco Arena. «Naturalmente si tratta di una intimidazione rivolta alla mia persona che non sortirà alcun effetto. Non mi lascio spaventare da un simile gesto».

Nei mesi scorsi, a metà giugno, anche il primo cittadino di Preganziol, Paolo Galeano, era stato preso di mira con scritte ingiuriose e simboli dell’estrema destra. In quel caso però si trattava di piccoli messaggi scritti con un pennarello. Il caso moglianese, per entità dei danni e dimensioni dell’imbrattamento, è più serio. Arena ribadisce il livello inqualificabile di quanto accaduto: «L’offesa sessista purtroppo oggi è quasi una normalità quando si vuole colpire una donna» commenta ancora il primo cittadino moglianese, «l’utilizzo sulla svastica inoltre dimostra una deriva culturale verso

la quale è orientata parte della nostra società, frutto dell’ignoranza rispetto al periodo che quel simbolo evoca, segnato da atrocità di cui l’umanità non deve invece dimenticarsi». Solidarietà al primo cittadino da tutta la maggioranza.


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