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Impiantata una mandibola artificiale

Intervento raro al Ca’ Foncello, la ragazza di 22 anni non poteva più masticare a causa dell’artrite reumatoide

Non riusciva a chiudere la bocca e riprende a masticare. Ma una ventiduenne ha potuto riprendere a farlo grazie all’intervento di sostituzione con protesi realizzate su misura delle due articolazioni temporo-mandibolari, portato a termine all’ospedale Ca’ Foncello dall’équipe del dottor Luca Guarda Nardini. Il Ca’ Foncello è oggi uno dei rari centri in tutta Italia, dove questo particolare e complesso intervento viene eseguito.

La giovane paziente è affetta da una grave artrite reumatoide deformante che, oltre ad essere fonte permanente di dolori lancinanti, aveva seriamente compromesso la funzionalità delle sue mandibole, impedendole la chiusura della bocca e quindi la funzione della masticazione con tutti i problemi correlati, ad iniziare dalla impossibilità di assumere cibi solidi. Ora, dopo l’intervento durato oltre 5 ore, studiato e portato a termine dal dottor Luca Guarda Nardini, primario dell’Unità di Chirurgia Maxillo Facciale, affiancato dal dottor Mirko Ragazzo, la giovane ha ricominciato a masticare ed è già stata dimessa dall’ospedale dopo 5 giorni di degenza.

«La giovane ci è stata inviata dai colleghi dell’Università di Padova affinché potesse essere sottoposta a una eventuale terapia correttiva», spiega il dottor Guarda Nardini. «Il quadro si presentava particolarmente complesso: la patologia aveva causato il grave riassorbimento dei condili mandibolari (il processo osseo che si estende per costituire l’articolazione vera e propria), con conseguenza di un’apertura permanente del morso, escludendo solo gli ultimi denti».

Dopo aver acquisito le immagini del massiccio facciale tramite Tac tridimensionale, i sanitari trevigiani sono ricorsi alle più moderne tecniche digitali a disposizione per ricreare a computer la corretta posizione dei denti e quindi definire l’esatta entità della porzione ossea persa con l’aggressione dell’artrite. «Questi dati sono stati indispensabili per realizzare le protesi in titanio dei condili e quelle in resina degli acetaboli, ossia le cavità articolari», prosegue il primario. «Le parti ossee devastate sono state rimosse chirurgicamente con precisione millimetrica e nella stessa operazione sostituite dalle protesi fissate con viti. È stato commovente, già al risveglio, sentire la ragazza che diceva che finalmente riusciva a far toccare i denti in maniera corretta. A distanza di un mese i risultati sono ottimi». La ventiduenne ora prosegue la riabilitazione grazie ad uno strumento “Spring Bite” messo a punto sempre da Guarda Nardini.

«Mi rallegro con il dottor Guarda Nardini per questo nuovo traguardo suo e dell’Azienda sanitaria tutta», sottolinea il direttore generale Francesco Benazzi. L’importante e complesso intervento chirurgico che ha portato a termine, pone il Ca’ Foncello tra i pochissimi centri italiani dove viene eseguito e quindi è segno di sempre più alto livello specialistico
e qualitativo dei servizi che garantiamo ai nostri cittadini».

Il primario trevigiano al Ca’ Foncello ha creato un ambulatorio dedicato per questo genere di disfunzioni, in grado di offrire possibilità terapeutiche a 360 gradi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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