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Nella Marca verso Santiago sul sentiero dei pellegrini

Da tutta Europa in cammino su un percorso medioevale riscoperto nel 2016

Postumia, la via per Santiago che parte dal Nordest Un'antica via consolare romana, poi utilizzata dai pellegrini che dal Nordest volevano raggiungere il cammino di Santiago de Compostela, è stata riscoperta da un gruppo di escursionisti: "Il cammino è stato concepito come un viaggio capace di meravigliare", spiega Andrea Vitiello, a capo del team (video a cura di Andrea Scutellà)

TREVISO. Più di mille chilometri da Aquileia a Genova, passando per Treviso. Destinazione: il cammino di Santiago de Compostela. Un anno fa la riscoperta del sentiero italiano, che anticamente collegava l'Est Europa alla Spagna. Nel medioevo veniva percorso da pellegrini e chierici in saio, oggi si avvistano i viandanti del nuovo millennio, muniti di smartphone per seguire la traccia Gps. Qualche centinaio si è già avventurato sulla Postumia, molti italiani ma anche francesi, tedeschi, austriaci. Si sono visti perfino olandesi e sudafricani. La maggior parte viaggia in solitaria, altri in piccoli gruppi. Tutti pronti a godersi paesaggi, chiese e centri storici, guidati dalle frecce gialle che contrassegnano l'itinerario e aiutano ad orientarsi.



«Il cammino è stato concepito come un viaggio capace di meravigliare, toccando luoghi ricchi di storia e cultura. Vogliamo sviluppare una consapevolezza di quanto sia bello questo angolo di Italia “minore”, che di fatto non lo è, visto che lungo il percorso si trovano otto siti patrimonio Unesco, un vero record. E poi non dimentichiamo che si attraversano sei regioni e altrettanti dialetti ed enogastronomie. Ecco che l'esperienza diventa qualcosa di straordinario» spiega Andrea Vitiello, alla guida degli “Amici della Via Postumia”, i padri dell'impresa.

Il cammino della Postumia verso Badoere
Il cammino della Postumia verso Badoere

Un sogno che ha preso forma nel 2016 dichiarato l' Anno nazionale dei cammini dal Ministero dei Beni Culturali. Partendo da vecchie mappe il team guidato da Vitiello ha rispolverato alcuni tratti della via consolare romana, adeguato il tragitto alla moderna viabilità e ora se ne prende cura. La Postumia trevigiana accoglie i pellegrini del Friuli all'altezza di Motta di Livenza (dove è indicata la sosta al santuario della Madonna dei Miracoli) per poi accompagnarli in direzione Ponte di Piave fino a Oderzo, sulle tracce del vecchio Piave che tocca Portegrandi.

Il cammino tra i vigneti
Il cammino tra i vigneti

La tappa successiva, circa 70 chilometri, conduce nel cuore di Treviso. Si risale la Ciclovia del Sile con un invito a fermarsi per contemplare il cimitero dei Burci. Campi di mais o di frumento, a seconda della stagione, salici, mulini abbandonati e nuovi capannoni. Una pausa in mezzo al verde prima di imboccare la Restera e toccare il capoluogo della Marca. Il tour cittadino prevede una visita in piazza Santa Maria dei Battuti e San Vito, al Calmaggiore e al Duomo. Ci si rimette in marcia lungo la ciclovia Ostigliense fino a Morgano per conoscere Badoere e la sua celebre Rotonda. Da qui si rimonta fino alle sorgenti del Sile e si giunge Castelfranco. In tutto 120 chilometri di sentiero in provincia di Treviso, per poi immettersi nel Cammino di Sant'Antonio facendo rotta a Cittadella, nel Padovano.

Il cammino lungo il Sile, tra le...
Il cammino lungo il Sile, tra le barche abbandonate

«È un percorso atipico perché si svolge interamente in pianura, ed anche low cost, concepito per meravigliare chi lo pratica e per stimolare le microeconomie locali» aggiunge Vitiello. Lungo il tragitto si è sviluppata una fitta rete dell'accoglienza con bed&breakfast e hotel a fare da hospitalero per gli erranti Peter Pan. Si spende dai 15 ai 55 euro per il pernottamento e si riceve la credenziale, il timbro ricordo sul documento di viaggio. «Negli ultimi mesi abbiamo accolto otto pellegrini e l'andamento è in crescita. Sono ospiti un po' diversi dai turisti tradizionali, hanno più voglia di parlare e condividere, viaggiano leggeri ma portano con sé grandi tesori di umanità» spiega Adriano Bordignon del Centro della Famiglia di Treviso.

A poco a poco il passaparola sta facendo conoscere la Via Postumia su scala internazionale. In autunno il sito degli “Amici della Via Postumia” sarà completato con didascalie e spiegazioni tradotte in inglese e tedesco. «Ospitiamo viaggiatori a piedi o in bicicletta mettendo a disposizione quello che c'è in casa come se fossimo una grande famiglia. Prima di salutarci appunto sul libretto di viaggio del pellegrino data e luogo, in ricordo del passaggio» aggiunge Antonietta Leibanti del B&B Il Bruscandolo a Badoere. Il simbolo della Postumia è la conchiglia di Santiago stilizzata in versione cartoon.

«La scelta non è casuale, dato che il percorso è costellato di luoghi di culto dedicati a San Giacomo e a San Rocco» spiega Vitiello «anticamente l'ospedale di Castelfranco era sede di una confraternita di San Giacomo con un hospitale per i pellegrini».

Dopo aver salutato la Marca si macinano altri chilometri alla volta di Vicenza e Verona, per poi varcare i confini della Lombardia, giungere a Piacenza e fare rotta a Genova, arrivando nell'antico punto zero della Consolare Postumia. Nonostante i tanti luoghi della cristianità la Postumia non è solo un itinerario religioso. La spiritualità ha molte forme, tante quante le persone che si mettono in viaggio per vivere un'esperienza unica.

(1. Continua)
 

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