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Il sindaco di Paese ordina di rimuovere l’amianto dalla cava

Paese. La Cosmo Ambiente deve ora presentare un piano e poi avrà 180 giorni per bonificare il sito di via Veccelli

PAESE. Il Comune di Paese ha ordinato la rimozione dei rifiuti contenenti amianto depositati dalla Cosmo Ambiente nella cava Campagnole di via Veccelli. Ieri il sindaco Francesco Pietrobon ha firmato l’ordinanza con cui intima all’azienda di sistemare l’area e portare via questi rifiuti.

La Cosmo Ambiente ha 45 giorni per presentare un piano di bonifica, e 180 giorni per portarlo a termine. Già ad aprile l’amministrazione aveva fatto intendere all’azienda che l’intenzione era di emanare un’ordinanza simile, ora, a una settimana dalla presentazione di un’interrogazione alla giunta regionale da parte del consigliere Andrea Zanoni, la firma. Nel documento firmato dal sindaco non si indicano le quantità di rifiuto presenti nell’area, ma si fa riferimento ai verbali dell’Arpav e del Corpo Forestale che in diversi periodo hanno stimato la presenza nella cava di 50 mila metri cubi di rifiuti, di cui 5 mila contenenti amianto. Un caso ambientale che forse non sarebbe mai emerso se non fosse stato per l’accordo siglato tra il Comune e la Canzian, per la riconversione della cava Sabbie Delle Brenta, e per la variante urbanistica che trasformerà l’area dove oggi si trovano i rifiuti, e dove opererà la Cosmo ambiente, da agricola a produttiva.

Tutto in realtà è partito proprio dal Comune di Paese, che nel 2012, ha segnalato la presenza di rifiuti portati illecitamente nel sito estrattivo di via Veccelli. Ed è di pochi giorni dopo, il 27 dicembre del 2012 la prima diffida della Regione alla Canzian e alla Cosmo Ambiente che a Paese aveva portato i rifiuti. Scattò il sequestro del primo cumulo di rifiuti contenenti amianto. Poi per quattro anni tutto è finiti in dimenticatoio. Fino al 12 maggio 2016, quando in Regione si ricordano della prima diffida, verificano che non è stata rispettata, e ne mandano una seconda. In mezzo la Canzian fa sapere che i materiali sono stati rimossi, precisando che però ne sono arrivati di nuovi. Che siano stati

rimossi o no i primi rifiuti, la Regione decide di mandare una terza diffida. Ed è ora che scaturiscono nuove analisi. A luglio dello scorso anno il Comune di Paese chiede alla Procura come comportarsi visto che ha trovato altri frammenti di amianto, e cominciano a vedersi le prime cifre.

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