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Cementi di Pederobba, cartello sui prezzi: stangata dell’Antitrust

Quasi sei milioni di multa per lo stabilimento di Pederobba, 184 in tutta Italia I comitati attaccano: azienda inaffidabile anche quando si parla di inquinamento

PEDEROBBA. Nulla a che fare con il progetto del cementificio di usare la plastica come combustibile e con i processi di produzione del cemento in quel di Pederobba, ma la notizia delle multe affibbiate dall’Antitrust alle società del cemento, CementiRossi compresa, tra Monfenera e Piave rinfocola le polemiche sul progetto del cementificio di Pederobba di usare plastiche come combustibile, attualmente all’esame della Via provinciale. Cementi Rossi, sede a Piacenza e stabilimento anche a Pederobba, non è tra quelle che ha ricevuto le sanzioni più salate, ma neppure le più lievi: 5, 8 milioni di multa sul totale di 184 milioni di multe ai big italiani del cemento sono un conto di tutto rilievo. Prezzi e quote di mercato concordate sono i motivi su cui ha fatto leva l’Antitrust per affibbiare le multe.

Anche se prezzi concordati e plastica da utilizzare come combustibile non hanno nulla in comune, a Pederobba gli ambientalisti ne hanno subito tratto spunto per rinforzare la loro opposizione al progetto del cementificio di ampliare la gamma dei combustibili da utilizzare nei proprio forni. «Ma chi agisce in questo modo sul mercato è affidabile quando rende pubblici i dati sulle emissioni e su tutto il resto?»: è l’interrogativo che si pone Mauro Moretto di AriaNova. «Abbiamo saputo di questa multa, ce l’hanno segnalata e l’abbiamo subito diffusa nel nostro gruppo – commenta Daniela Pastega – Ci ha colpito una notizia del genere. Non è certo una bella cosa per la Cementi Rossi e speriamo che le autorità ne tengano conto, anche se non c’è alcun collegamento tra le multe dell’Antitrust riferite a prezzi concordati e il progetto di utilizzare plastiche da rifiuto come combustibile».

I big del cemento presenteranno ricorso contro la multa, ma intanto a Pederobba si teme anche che la Cementi Rossi spinga anche per questo motivo perché venga accelerato il suo progetto di utilizzare le plastiche da rifiuto come combustibile mentre gli ambientalisti vorrebbero che prima di qualsiasi nuova autorizzazione venisse portata a termine l’indagine epidemiologica sullo stato di salute della gente di Pederobba e dintorni. «È una sanzione importante quella comminata e ne prendiamo atto – dice Luciana Fastro, consigliere comunale di opposizione – Ci fa un po’ pensare che questa sanzione possa spingere

il gruppo a contenere i costi e ad accelerare per l’utilizzo come combustibile di plastiche dal momento che questo cambio di rifiuto da bruciare andava anche in questa direzione». Il sindaco Marco Turato, invece, si trincera dietro un «Non ne so niente».


 

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