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Addetto barricato, piscina chiusa a Castelfranco

Dipendente Cps non apre al mattino, arrivano carabinieri e vigili del fuoco: dentro anche una ragazza

CASTELFRANCO. Piscina comunale inspiegabilmente chiusa ieri mattina, ma a destare l’allarme non è stato soltanto questo aspetto, bensì la presenza di una donna in atteggiamento alterato nel parcheggio esterno, dentro l’auto di un dipendente dell’impianto natatorio gestito dalla controllata del Comune Cps.

Il fatto è accaduto ieri poco prima delle otto nella piscina di via Redipuglia, mentre i primi utenti, anche bambini, si apprestavano a entrare per i corsi estivi. All’esterno non c’era alcun avviso che l’impianto improvvisamente avesse dovuto sospendere l’attività. Dunque non si poteva che ipotizzare un possibile ritardo nell’arrivo degli operatori.

Ma la presenza della macchina del dipendente nel parcheggio faceva propendere per l’ipotesi che in realtà fosse già arrivato, anche se non si vedeva nei paraggi. In più c’era questa donna, pare straniera, che stava male, come se fosse nel pieno di una sbornia, seduta all’interno del mezzo. Ed è stato questo che ha fatto temere che fosse successo qualcosa di davvero molto grave. Anche perché ogni tentativo di rintracciare telefonicamente il dipendente di Cps era andato a vuoto: la mancanza di risposta ha reso ulteriormente la situazione preoccupante, visto che si poteva ipotizzare che l’uomo si fosse sentito male all’interno della piscina, senza avere la forza di reagire e quindi anche in pericolo di vita. A questo punto la decisione di entrare, in qualunque modo. Inutile il tentativo di un dirigente di Cps di aprire le porte con un altro mazzo di chiavi: la serratura risultava bloccata. Indispensabile dunque far intervenire i vigili del fuoco per forzarla, anche per accertarsi quanto prima che eventualmente fosse stato all’interno mi fosse in pericolo. Insieme a loro, vista la situazione, è arrivata anche un’ambulanza, che si è presa cura della donna ritrovata nel parcheggio e una pattuglia dei carabinieri di Castelfranco.

Finalmente la porta è stata aperta e si è scoperto anche il motivo per cui non si riusciva ad agire sulla serratura: aveva una chiave inserita all’interno. Immediatamente è scattata la ricerca di chiunque fosse eventualmente presente all’interno della piscina: ricerca che si è conclusa pochi istanti dopo, quando è stata avvistata una donna, anche lei pare straniera, insieme al dipendente, svestito. Ora sarà suo compito spiegare ai gestori dell’impianto che cosa sia successo in quel frangente, perché non avesse aperto la piscina e cosa ci faceva una persona estranea alla piscina.

Cps ha subito aperto una indagine interna per appurare l’accaduto che presenta tanti aspetti da chiarire, come si può intuire. «È una situazione da chiarire quanto prima», commenta il presidente di Cps, Massimo Melato, «la società e i suoi amministratori sono responsabili personalmente di tutto quanto accade all’interno dell’impianto direttamente

o indirettamente, soprattutto in termini di sicurezza. Attendiamo quindi di avere tutti gli elementi che ci permettano di risalire a come sono andati i fatti: per il momento non possiamo esprimere alcun giudizio».Il dipendente potrebbe rischiare il licenziamento.
 

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