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Treviso

Abbassa la serranda “Pinarello Sport”: sarà il museo di Nani

Il negozio di abbigliamento chiude dopo 40 anni di attività. Ospiterà cimeli e testimonianze legate alla “maglia nera” 

TREVISO. Pinarello ha chiuso, dopo 40 anni di attività, il negozio di articoli sportivi di via Casa di Ricovero, sul retro dell’altro negozio, il “tempio della bici” che si affaccia su piazza del Grano. Quest’ultimo resta riferimento assoluto del popolo delle biciclette e degli appassionati e storica testimonianza di un’impresa con pochi eguali.

Una svolta che non è solo commerciale, perché fra i progetti dell’azienda c’è quello di aprire, in quei locali, una delle due sedi del museo dedicato a Nani Pinarello, il fondatore, scomparso a 92 anni nel 2014, protagonista di una straordinaria saga sportiva e imprenditoriale, umana e sociale. Lì potrebbe trovar posto la parte di cimeli e testimonianze più legate alla figura dello sportivo e del Pinarello privato. L’altra parte, più legata alla storia produttiva e alla straordinaria carriera imprenditoriale di Nani, verrebbe collocata in un’ala dell’azienda di viale delle Repubblica, oggi fulcro di una delle imprese trevigiane più in vista, non a caso rilevata dal colosso Lvmh che fa riferimento a Louis Vuitton, che oggi controlla l’80% della holding.



Una scelta che era nell’aria, e che concentra la presenza di Pinarello in piazza del Grano sulla bottega dedicata alle bici e al ciclismo. E al tempo stesso apre nuove prospettive per il quadrante compreso fra borgo Mazzini e via casa di Ricovero, dove ora l’Israa ha appena avviato il progetto di cohousing, e dove la stessa giunta comunale ha intenzione di sperimentare nuove pedonalizzazioni.

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«Abbiamo deciso, visto anche l’andamento degli articoli sportivi di altre discipline, di concentrarci sulla biciclette», spiega Fausto Pinarello, amministratore delegato dell’azienda, a sua volta socio di minoranza con il 20% nella holding, «Biciclette che stanno tirando come non mai, anche nella più moderna versione elettrica a pedalata assistita, come primo veicolo del tempo libero, della montagna, del turismo».

Cambierà dunque volto la parte retrostante, lungo via casa di Ricovero, dove comunque Pinarello mantiene lo storico magazzino e l’officina per le biciclette, che tanto hanno contribuito al boom mondiale dell’azienda. I bene informati assicurano che anche via casa di Ricovero potrebbe essere interessata da un progetto di riqualificazione, legato all’operazione cohousing dell’Israa. E c’è chi ipotizza persino la strada pedonalizzata, con deroghe legate oltre che ai frontisti, anche ai riti della chiesa di Santa Maria Maddalena.

«Abbiamo avuto i primi contatti con l’Israa», conferma Pinarello, «se si può valorizzare tutto il contesto, non siamo contrari in linea di principio. Ma quello che non vorremmo è la pedonalizzazione di Borgo Mazzini: a quel punto, l’amministrazione ci dica subito quali sono le intenzioni, perché in caso di chiusura e di mancato passaggio davanti alla bottega che si affaccia sulla piazza devo fare anch’io le mie valutazioni».

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