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Da oggi a Vittorio Veneto non si nasce più: partorienti in trasferta forzata

Scatta la chiusura di ostetricia fino al 18 settembre. Alternative: Conegliano, Treviso, Feltre, Oderzo Benazzi assicura: «Stop solo temporaneo». Intanto però il primario ha vinto il concorso a Pordenone

VITTORIO VENETO. Già in settimana gli operai entreranno nel punto nascita di Vittorio Veneto per effettuare gli indispensabili lavori di adeguamento del reparto e soprattutto per rimuovere i pavimenti che contengono fibre di amianto. Ecco perché da oggi non si nascerà più a Costa di Vittorio veneto, ma a Conegliano (o altrove). E questo avverrà fino al 18 settembre prossimo. I parti programmati in trasferta sono 35, molti di meno rispetto a quelli in agenda a Vittorio Veneto. In queste settimane, infatti, a tante partorienti è stato consigliato di scegliere Feltre o Oderzo, se non addirittura Pordenone. Ha provveduto a tranquillizzare gli animi il dottor Francesco Pirrone, primario a Costa e capo dipartimento con Conegliano. Ma Pirrone ha vinto il concorso al primariato di Pordenone. In questi giorni è proprio l’Ulss del capoluogo della destra Tagliamento ad insistere perché Pirrone non ritardi ulteriormente il suo sbarco in riva al Noncello.

È probabile, dunque, che il primario se ne vada già durante il periodo dell’accorpamento. Circostanza, questa, che potrebbe creare qualche intoppo, perché grazie alla sua mediazione Pirrone era riuscito ad ottenere un livello adeguato di integrazione del personale. La sua partenza, in ogni caso, creerà problemi, anche per le specifiche competenze che il medico aveva. Il personale medico ed infermieristico di Vittorio Veneto si trasferirà, a turno, a Conegliano per integrare l’organico locale.

«L’accorpamento estivo dei due punti nascita – ricorda il direttore Benazzi – si è reso necessario sia per garantire al personale lo smaltimento delle ferie, sia per permettere l’effettuazione di alcuni lavori di manutenzione che interesseranno l’unità operativa di ostetricia di Costa». Lo stesso Benazzi assicura che a metà settembre il punto nascita di Vittorio Veneto sarà nuovamente operativo. Aldo Lorenzon, sindacalista della Cisl sanità, conferma le assicurazioni ricevute in tal senso. «È solo speculazione – tiene a precisare – far credere che gli accorpamenti estivi siano prodromi a chiusure definitive dei reparti interessati. Il sindacato sarebbe il primo a dire di no, specie per quanto riguarda Vittorio Veneto, città che legittimamente rivendica la dignità di un ospedale». Resta il fatto che il punto nascita di Vittorio Veneto non riesce a contare sulla disponibilità di pediatri in sede permanente; si deve ricorrere alla reperibilità, fatto questo che complica le prospettive di sopravvivenza del punto nascita. I dirigenti dell’Ulss 2 hanno ripetutamente assicurato che provvederanno

quanto prima alla soluzione di questo problema. Che si aggiunge, però, all’individuazione e, quindi, al concorso per un nuovo primario. A meno che Francesco Benazzi non riesca nel suo intento di insediare un unico primario per Conegliano e Vittorio Veneto.

 

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