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Invalido dopo l’incidente in moto: maxi-risarcimento al dentista di Montebelluna

Montebelluna. Dopo il sinistro stradale non è più riuscito a effettuare gli interventi più complessi sui pazienti La Cassazione ha stabilito che dovrà essere aumentata la somma, già vicina al milione di euro

MONTEBELLUNA. Quanto avrebbe potuto guadagnare in più il dentista fino al giorno in cui sarebbe andato in pensione se non avesse avuto quell'incidente in moto? È quanto dovrà ricalcolare la Corte d'Appello di Venezia dopo che la Cassazione le ha rinviato la sentenza. Era la fine degli Anni Novanta, il dentista che opera con un paio di studi nel montebellunese e che allora aveva 39 anni, era rimasto coinvolto in un incidente mentre viaggiava in sella alla sua moto. Causa alla conducente della macchina con cui si era scontrato e alla compagnia assicurativa. Sentenza di primo grado in Tribunale a Treviso, secondo grado alla Corte d'Appello di Venezia, ricorso in Cassazione e rinvio alla Corte d'Appello, a una sezione diversa da quella che aveva emesso la sentenza, per ricalcolare il futuro perduto guadagno.

Nell'incidente il dentista aveva riportato lesioni tali che avevano comportato una inabilità parziale calcolata dal Ctu nel 33%. Insomma non sarebbe più riuscito a fare i lavori più complessi sui denti dei suoi clienti. E questo poteva comportare una diminuzione della clientela, come attestato da una serie di successive dichiarazioni dei redditi. Il tribunale di primo grado, con sentenza solo parzialmente riformata dalla Corte d’appello, ha condannato le controparti del professionista (automobilista e assicurazione) a risarcire al dentista una somma vicina ai 700mila euro, tra danno biologico da invalidità temporanea e permanente, danno morale, danno patrimoniale e lucro cessante. Il professionista ha impugnato la sentenza in Cassazione.

E la Cassazione ha accolto uno dei motivi di impugnazione, quello fondamentale, perché ora la Corte d’appello dovrà valutare quanto perderà il dentista per effetto della sua inabilità fino al giorno della pensione, considerando che quella inabilità gli impedisce gli interventi più complessi e quindi più costosi. Insomma i giudici dovranno considerare l'esperienza che il professionista avrebbe maturato anno dopo anno, contro la tesi secondo cui a 39 anni aveva già raggiunto l’apice della sua capacità reddituale, escludendo anche la tesi, sostenuta dai giudici precedenti, secondo cui la crisi economica avrebbe inciso sulle spese delle famiglie per sistemare i denti.

Di mezzo poi c'era stato l'avvento dell'euro, come fossero saliti negli anni 2000 i prezzi tutti se ne sono accorti. E allora il dentista ha fatto ricorso in Cassazione e dei vari punti della sentenza della Corte d'Appello è stato accolto il secondo, appunto quello che riguardava il calcolo delle future

perdite a causa della parziale inabilità derivata dall'incidente. E così tutto è tornato alla Corte d'Appello di Venezia, ad una sezione diversa da quella che aveva emesso la sentenza, per ricalcolare quanto spetta come risarcimento al dentista per i futuri mancati guadagni.
 

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