Quotidiani locali

Corsa alla pensione, a Treviso via 325 insegnanti 

A casa il quattro per cento dei docenti nella Marca, raffica di nomine per settembre

TREVISO. L’onda dei maestri e dei professori trevigiani giunti alla pensione quest’anno arriva più alta. Dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola superiore saranno ben 325 i docenti nelle scuole della Marca che lasceranno la cattedra dal primo settembre. In un solo anno scolastico quasi il 4 per cento dei circa 9 mila docenti al lavoro nella scuola trevigiana: 17 alla scuola materna, 124 alla primaria, 85 alle medie e 99 alle superiori.

Superato il blocco. Un’annata “record” di cessazioni di servizio che per la prima volta fa capolino nella scuola pubblica trevigiana, dopo il blocco dei pensionamenti scattato nel 2011, all’indomani della riforma Fornero che ha cambiato le carte in tavola per poter accedere alla pensione.

Generazione ’51. Si tratta per lo più della generazione di docenti della scuola pubblica nati a cavallo tra gli anni ’51 e ’52: «In molti sarebbero dovuti andare in pensione cinque anni fa con il raggiungimento dell’allora “quota 96” (60 anni di età e 36 di servizio) che è stata eliminata dalla Riforma Fornero», spiega Teresa Merotto, responsabile di Cisl scuola di Treviso. «Se prima l’età per la pensione era a 60 anni, con la riforma è salita a 65. E la meta si è allontanata, con un aumento di 5 anni di servizio».

Intanto dall’anno scorso la finestra dei pensionamenti si è di nuovo aperta per chi ha maturato nel frattempo i nuovi requisiti. Per la pensione anticipata 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per le donne. E 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Per la pensione di vecchiaia invece a 66 anni e 7 mesi di età: «Dall’anno scorso è venuto meno quel blocco scattato nel 2011 per effetto della riforma Fornero. Non erano pochi gli insegnanti trevigiani rimasti fuori dalla possibilità di andare in pensione», continua Teresa Merotto. «Quest’anno, o perché hanno finalmente maturato i nuovi requisiti o raggiunto l’anzianità di servizio, il blocco è venuto meno. Così la finestra della pensione si è di nuovo aperta». Ma l’allungamento dell’età pensionabile per i lavoratori della scuola non sembra essere affatto indolore: «Ai docenti dovrebbe essere riconosciuta la peculiarità di una professione logorante», conclude Merotto. «Con l’aumento dell’età pensionabile sono in aumento le difficoltà legate al malessere psicofisico. E i congedi per la necessità familiari o per l’accudimento di persone anziane».

Il Riccati batte tutti. Tra le scuole trevigiane che si vedono chiamate a salutare il numero più alto di maestri e prof svettano tra tutte l’Istituto tecnico Riccati-Luzzatti di Treviso e l’Istituto Giorgi-Fermi. Ciascuno con nove professori da settembre in pensione. Sei nuovi docenti pensionati anche per l’istituto Einaudi-Scarpa e per la scuola primaria dell’Istituto comprensivo 2 di Montebelluna. Altri sei docenti salutano gli studenti alla scuola media di San Zenone degli Ezzelini e all’istituto Marconi di Conegliano. Cinque le maestre da settembre in pensione all’istituto comprensivo Coletti di Treviso.

Il ricambio. E con il boom di cattedre rimaste vuote si aprono ora le danze per il “turn over” dei nuovi docenti. Ed è il Provveditore dell’Ufficio scolastico di Treviso, Barbara Sardella, a spiegare che la macchina delle assegnazioni delle cattedre è già da settimane in moto: «Le cattedre lasciate libere sono già state acquisite dal Miur», spiega la dirigente. «Prima si completeranno i trasferimenti. Poi si procederà con le immissioni in ruolo sia dalle graduatorie ad esaurimento che dai vincitori dell’ultimo concorso. Il ministero ha previsto che per il prossimo biennio il numero dei posti venga coperto ciascuno per il 50 per cento attraverso questo doppio canale di reclutamento».

La partita dei trasferimenti per la scuola primaria a Treviso sì è conclusa il 9 giugno e per la scuola media è scaduta ieri. Per le superiori c’è tempo fino al 20 luglio.

Il provveditore. Con il cambio di guardia scattato nella scuola trevigiana per effetto dei pensionamenti si guarda ora al tanto atteso ricambio generazionale in cattedra: «Speriamo che l’ultimo concorso abbia permesso di abbassare l’età dei docenti», conclude il provveditore Sardella.

«Si fa avanti una nuova generazione di insegnanti pronta a far fronte alla nuova realtà della scuola, che è profondamente mutata. Oggi che il lavoro del docente è diventato tra i più logoranti, il gap generazionale incide molto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon