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I droni anti-terrorismo Galilei, un progetto salvavita

I ragazzi dell’Ipsia hanno studiato un sistema di evacuazione in caso di attacchi. L’idea dopo la tragedia di Manchester: luci led e laser per indicare le vie di fuga

CASTELFRANCO. Droni che portano medicinali, che "raccontano" da un diverso punto di vista le opere artistiche, ma anche che sappiano guidare al sicuro chi, sfortunatamente, si trova coinvolto in disastri o in attentati terroristici: è questa l'ultima applicazione a cui stanno lavorando gli studenti di prima “A” dell'Ipsia Galilei, dopo aver assistito alla tragedia di Manchester dove sono stati coinvolti tantissimi loro coetanei, spettatori del concerto di Ariana Grande. Proprio da questo tragico evento è scattata l'idea di utilizzare gli "elicotterini" anche in queste circostanze: «Il problema - spiega il prof Daniele Pauletto - si pone soprattutto negli ambienti molto affollati ma non presidiati dal punto di vista della sicurezza, o quando le procedure vanno in tilt a causa della folla. I droni possono essere una soluzione per intervenire in situazioni di panico di massa, cosa che sarebbe molto difficile con il solo intervento umano».

Gli studentu sono partiti dalle indicazioni internazionali per affrontare queste emergenze: hanno così attrezzato i loro droni con una segnaletica a led, piccoli ma potentissimi, che funziona come un semaforo per segnalare il grado di pericolosità quando scatta un allarme anche con avvisi acustici e con un laser luminoso che indica il percorso per mettersi in sicurezza: «Questo - continua Pauletto - per intervenire quando le vie di fuga già previste sono bloccate, segnalando quelle alternative». Tra l'altro il laser permette di ovviare a problemi di buio o di fumo che riducono la visibilità. Il monitoraggio della situazione di pericolo è affidato ad altri droni dotati di telecamere termiche o a infrarossi. Come per le cassette del pronto soccorso o gli estintori, si può pensare anche di avere a disposizione una "squadriglia" di droni con queste caratteristiche pronti a entrare in azione in ogni momento in

qualunque ambiente. «L’investimento non è proibitivo - assicura Pauletto - siamo nell'ordine di un migliaio di euro per tre droni di soccorso, manovrabili anche attraverso uno smartphone. L'importante è che nella struttura a rischio ci sia qualcuno che sappia manovrarli in caso di necessità».

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