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Denuncia i vigili di Treviso: «Violenza e manette senza alcun motivo»

Denuncia i vigili di Treviso: «Violenza e manette senza alcun motivo»

La querela di un consigliere di Torino contro due agenti. I fatti nel sabato dell’adunata in una retata anti-abusivi

TREVISO. Una lesione alla spalla e all’anca per lui, suo figlio sbattuto a terra e immobilizzato con un ginocchio, due ore in manette all’interno della cella di sicurezza e una denuncia per resistrenza a pubblico ufficiale. Tutto questo, a suo dire, per non aver fatto nulla. Anzi «per essere intervenuti in maniera pacifica per evitare che un ambulante avesse la peggio».

Questo il racconto reso ai carabinieri di Torino la settimana scorsa da Domenico Angelino, 60 anni, consigliere di circoscrizione del capoluogo piemenotese che ha deciso di denunciare due vigili di Treviso per lesioni personali, abuso di potere e oltraggio.

Tutti i fatti risalgono al sabato dell’adunata, sabato 13 maggio, quando la città fu letteralmente invasa da migliaia e migliaia di penne nere, una folla inquantificabile di visitatori più o meno legati agli alpini, decine di venditori abusivi alla caccia di affari. L’episodio che ha visto protagonista lui e uno dei suoi due figli si rifà proprio ad una operazione di polizia contro gli ambulanti in zona viale Cairoli. Domenico Angelino era lì perchè assisteva uno dei suoi due figli venuti con lui a Treviso perchè ambuante. «Aveva la licenza, ma a Treviso c’era un’ordinanza che vietava la vendita su strada e quando ho visto la reteta ho detto a mio figlio di chiudere e andare via» racconta. Di lì l’accaduto. «Quando i vigili si sono avvicinati a mio figlio io mi sono qualificato come pubblico ufficiale» racconta, «ma mi sono trovato davanti due vigili agitati. Dopo aver sbattuto a terra il mio tesserino da consigliere uno mi ha spinto contro una grata bloccandomi il braccio, l’altro poi è sopravvenuto, mi ha storto il braccio sinistro e minacciato di farmi altro male». L’altro suo figlio è intervenuto per placare la situazione, «ma è stato sbattuto a terra e immobilizzato, un ginocchio sul collo e faccia a terra».

Il sessantene ricorda chiaramente i due agenti che lo hanno fermato «con violenza inaccettabile e ingiustificata», li ha descritti nettamente ai carabinieri davanti ai quali ha sporto denuncia, «posso capire che la situazione fosse complicata e il folla numerosissima, ma un simile comportamento non è accettabile» si sfoga. Anche perchè la questione non si è conclusa in strada. Sotto gli occhi di alcuni passanti padre e figlio sono stati ammanettai e portati in cella dove sono rimasti due ore prima di uscire con una denuncia per resistenza. «Assurdo, non avevano fatto nulla» segue Angelino a cui in ospedale a Treviso riscontrano contusioni a spalla, gomito e mano; referto a cui si affianca quello fatto per il figlio.

La denuncia verrà inoltrata in procura a Treviso forse già questa settimana. Angelino si è rivolto ad un avvocato e tanto dovranno fare a

breve anche i due vigili. Da Treviso prendono tempo, al Comando dei vigili intendono fare dichiarazioni solo alla luce di documentazione chiara e riscontrata, «non solo alla luce di quanto riportato da una denuncia di parte».

Federico de Wolanski

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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