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Ondata rosa di migranti a Oderzo, arrivano 36 donne

A Meduna e Ormelle la reazione opposta dei sindaci: chi è contro, chi si adegua. Oderzo: ordinanza anti-accattonaggio e regolamento sociale più restrittivo

ODERZO. Trentasei richiedenti asilo donne sono arrivate nel tardo pomeriggio di mercoledì ad Ormelle e Meduna di Livenza: 26 a Ormelle, dieci a Meduna. In entrambi i casi si tratta di sole donne. La sindaca di Meduna, Marica Fantuz, ha ricevuto la notizia solo poche ore prima dell'arrivo delle migranti: «Sono stata avvisata solo nel tardo pomeriggio» dichiara «ma me l'aspettavo. Si sapeva da tempo che sarebbero arrivate, nonostante le smentite della Prefettura. Ancora non conosco la nazionalità delle donne ospitate nella casa di via Verdi».

Anche il sindaco di Ormelle, Sebastiano Giangravè, è stato avvertito solo nel tardo pomeriggio di mercoledì dell'arrivo delle 26 migranti nella casa di proprietà della cooperativa La Kalamita in via Tempio. Non accetta però le critiche che gli sono state fatte dalla Lega Nord, che gli aveva rinfacciato di aver sottovalutato la questione migranti: «Ormelle non ha aderito allo Sprar» dichiara infatti il sindaco, generale in pensione: «e non abbiamo fatto nulla perché arrivassero migranti nel nostro Comune. Ma io sono un uomo delle istituzioni, e non posso andare contro l'autorità del prefetto. Abbiamo già provveduto ad avvisare la popolazione di questi arrivi» conclude. La notizia era nell'aria. Quando un mese fa la cooperativa "La Kalamita" aveva spostato i malati psichici ospitati nelle case di sua proprietà a Ormelle e Meduna, infatti, molti avevano pensato al caso di Lutrano di Fontanelle, dove al posto dei malati ospitati in una casa di proprietà della cooperativa erano stati alloggiati 28 migranti. Sale così a sei il numero dei Comuni dell'opitergino mottense che ospitano migranti: oltre ad Ormelle e Meduna, altri profughi sono ospitati a Motta di Livenza (40 circa), Salgareda (7), Fontanelle (28) e Oderzo (394).

A differenza di quelli ospitati negli altri Comuni, i quasi 400 della caserma Zanusso stanno dando alcuni problemi alla giunta leghista guidata dalla sindaca Maria Scardellato. Lì, infatti, ci sono stati alcuni casi di migranti sanzionati per accattonaggio. Una piaga che la giunta Scardellato sta cercando di risolvere: «Oltre all'attività costante della Polizia locale» spiega la sindaca, «stiamo preparando un sistema di videosorveglianza per tenere sotto controllo i punti sensibili: abbiamo incontrato i direttori dei supermercati per individuare una strategia comune contro l'accattonaggio e sensibilizzare la cittadinanza» dichiara la Scardellato. Dopo che il decreto Minniti ha disposto l'obbligatorietà del rilascio delle carte d'identità ai richiedenti asilo, la giunta opitergina è poi al lavoro per modificare il regolamento che disciplina l'accesso della cittadinanza ai servizi sociali: «Lo Stato passa ai migranti i 35 euro, una somma che

secondo il Ministero gli consente di vivere in modo decoroso. Siccome il decoro gli è garantito, non crediamo che abbiano bisogno di ulteriori aiuti» spiega la sindaca, che sta studiando un regolamento in qualche modo «restrittivo» per arginare eventuali richieste dagli ospiti della Zanusso.

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