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Migliaia bloccati in stazione a Treviso dopo l'adunata degli alpini: il coro di Davide placa la rivolta

Migliaia bloccati in stazione a Treviso dopo l'adunata degli alpini: il coro di Davide placa la rivolta

Treni che non arrivavano, gente stipata in stazione che voleva partire. L’adunata degli alpini di Treviso ha visto infatti Trenitalia assolutamente impreparata all’evento. E così dietro le transenne si stava sfiorando la rissa Davide, ha avuto il colpo di genio: ha cominciato a intonare “Quel mazzolin di fiori”

TREVISO. Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.

Le ha avute tutte insieme Davide Vendramin, volontario della Protezione civile di Treviso: sabato sera, verso le 19.30, con i suoi colleghi, si è trovato a dover gestire migliaia di persone inferocite, alla stazione dei treni di Treviso.

Treni che non arrivavano, gente stipata in stazione che voleva partire. L’adunata degli alpini di Treviso ha visto infatti Trenitalia assolutamente impreparata all’evento.

"Quel mazzolin di fiori": il coro di 2 mila alpini Sabato sera, stazione dei treni presa d'assalto, code e polemica: tra migliaia di passeggeri, gli animi iniziano a scaldarsi. Finché un volontario della Protezione Civile non ha un'idea. Geniale. Far cantare a tutti, in coro, "Quel mazzolin di fiori". E in pochi minuti, il clima cambia completamente

E così dietro le transenne si stava sfiorando la rissa, in una calca impressionante.

Ma lui, Davide, ha avuto il colpo di genio: dietro una transenna ha trovato un piccolo rialzo, ci è salito sopra e come un maestro di coro ha cominciato a intonare “Quel mazzolin di fiori”. I colleghi della Protezione civile, dopo un attimo di stupore, hanno ingranato la marcia e gli sono andati dietro, poi la gente più vicina alla transenna, trasformando il muso duro in risata, quindi il resto della marea umana. Tutti a cantare, l’arrabbiatura virata in un inno liberatorio. Una scena commovente, un altro dei tanti regali dell’adunata del Piave.

«Non mi prendo alcun merito», ha detto ieri Davide a Ca’ Sugana, «Abbiamo fatto quello che abbiamo fatto tutti insieme, un gioco di squadra della Protezione civile di Treviso. Assieme con il mio coordinatore e altri volontari abbiamo intonato la canzone sabato sera perché la situazione stava davvero degenerando, e quindi è stata una maniera bella, simpatica, per rianimare la festa e sdrammatizzare il disagio. Rischiavamo una situazione letteralmente ingestibile, eravamo a un passo dalla rissa per prendere il treno. È finita invece con una bella cantata di gruppo, mamme e bambini allegri, una cosa spontanea e riuscita». (a.z.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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