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Via da casa, chiuso Fb Emanuela è “in malattia”: "Falsità, le iniezioni le facevo"

La trentenne ieri non è andata al lavoro. A Casier, dove abita, nessuno l’ha vista Silenzio nella casa-famiglia ultra religiosa dei genitori dove ha vissuto vent’anni

TREVISO. "Sono stata sempre favorevole ai vaccini e li ho sempre somministrati con piena fiducia. I bambini non piangevano? Non ci ho mai fatto caso. Le vaccinazioni che facevo sono fallite nell'80 per cento dei casi? Non mi so spiegare il perché". Emanuela Petrillo, 31 anni, si difende dalle accuse tramite il suo legale, pronto a dare battaglia.

Treviso, l'infermiera fingeva di vaccinare i bimbi. Il direttore sanitario Benazzi: "L'abbiamo allontanata" L'intervista al direttore sanitario della Ulss2 di Treviso, Francesco Benazzi, sul caso dell'infermiera che da gennaio a giugno 2016 ha finto di somministrare il vaccino a circa 500 bambini, ma in realtà gettava via la fialetta registrando l'avvenuta profilassi: "Io la chiamo l'assistente infedele! Ha tradito i valori etici. Se ne sono accorte le colleghe perché i bambini non piangevano e rimaneva del liquido all'interno dei contenitori delle siringhe". L'infermiera è stata allontanata. I bambini saranno richiamati a scaglioni per somministrare il vaccino. (intervista di Antonio Iovane, Radio Capital) L'ARTICOLO

Emanuela è arrivata nella Marca poco più di vent’anni fa. Originaria di Guidonia, si era trasferita con tutta la famiglia a Spresiano e lì ha vissuto fino a due anni fa quando ha cambiato residenza per trasferirsi a Casier, in via Tabanelli 16 dove però pare essere un fantasma. Nessuno l’ha mai vista, nessuno ne ha mai sentito parlare anche se lì vivono tantissimi ospedalieri che lavorano al Ca’ Foncello.

L'autodifesa dell'infermiera. La conferenza stampa in diretta

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Non c’è traccia di lei nella posta o sui campanelli. Eppure, a quanto ha fatto sapere ieri con una comunicazione ufficiale all’azienda sanitaria, Emanuela è in malattia. Dove? Di certo non dove ha ufficialmente l’ultima residenza agli atti.

Qualcuno, ieri, ipotizzava che la trentunenne potesse essersi rifugiata tra le pareti della casa di famiglia, un’imponente villa in via Manin a Spresiano circondata da mura e contrassegnata sulla facciata da un immensa “Croce di Gerusalemme”, il simbolo della “Custodia di Terra Santa”, fervente fraternità religiosa dedicata alla custodia dei luoghi della redenzione. Lì i Petrillo hanno aperto una casa di accoglienza per disagiati denominata “Famiglia di Nazareth” come la Onlus gestita dai genitori di Emanuela.

L’ispirazione religiosa è fondamentale, preponderante, statue di Madonne nel giardino e sui muri, giardinieri con simboli francescani, silenzio simile alla clausura. In quello stesso ambiente lei avrebbe vissuto durante gli studi alle medie, le superiori al Duca degli Abruzzi a Treviso, al corso di laurea per assistente sanitaria che aveva frequentato tra i primi studenti. Ma ieri, ed ogni domanda rispondeva un muro di silenzio. «Qui non c’è» rispondeva sbrigativamente ieri mattina la madre dall’abitazione di Spresiano, «e noi non abbiamo nulla da dire» liquidava poi seccamente il padre. «Emanuela non sappiamo dove sia». Contatti per rintracciarla? «Non so» rispondeva ancora la madre. Parola d’ordine proteggere. Ed è naturale.

Emanuela nel 2012, dopo gli studi, aveva tentato il concorso per essere assunta all’Ulss 9 ma l’esame era andato male. Non aveva mollato e alla fine era riuscita ad entrare nel sistema sanitario pubblico con incarichi prima nell’Ulss 7, poi nell’azienda sanitaria friulana – quella di Codroipo – da cui poi era riuscita a tornare a Treviso tramite mobilità interna. Chi la conosce, da ieri è sconvolto, dubbioso, incredulo.

 «Possibile tu abbia davvero fatto una cosa simile? Perchè?» scrive un’amica su facebook dove da mercoledì Emanuela Petrilo ha cancellato in pochi istanti il suo attivissimo profilo facebook una volta capito che tutto era diventato pubblico: le accuse dell’azienda; le ragioni del suo trasferimento dalla Madonnina; il fatto che l’avessero spostata anche dalla sala prenotazioni dopo appena un giorno perchè «non prendeva le prenotazioni».

Ora è sparita. «Le manderò la visita fiscale per verificare sia davvero in malattia» minaccia ora il direttore Benazzi.

 

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