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L’orgoglio del Tricolore all'adunata degli alpini:«Treviso vi aspetta»

L’orgoglio del Tricolore all'adunata degli alpini:«Treviso vi aspetta»

Attesi 500 mila alpini a Treviso, sfileranno in 80 mila, un indotto di 130 milioni

In attesa dell'adunata di Treviso: l'intervista al presidente dell'Ana, Sebastiano Favero TREVISO. E' stata presentata a Treviso, alla presenza delle autorità locali civili e militari, l'adunata degli Alpini "del Piave" in programma in città dal 12 al 14 maggio prossimi e alla quale è attesa la partecipazione di circa 500 mila persone, fra cui 80 mila aderenti all'Associazione nazionale alpini. L'evento, che coincide con il 100/o anniversario degli eventi bellici della Grande Guerra che hanno interessato le aree del Piave, è organizzato congiuntamente fra le quattro sezioni Ana della provincia, cioè Treviso, Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene. L'indotto atteso sul territorio è di oltre 120 milioni di euro. L'ARTICOLO

TREVISO. Dalla memoria della Grande Guerra, al futuro del paese ma un secolo dopo. «Per far risorgere l’Italia», dicono gli alpini. Sui luoghi del dolore e dei morti – persino di profughi dalla Marca fino a Mazara e Marsala, storia che si ripete al contrario – per ricompattare il paese, all’insegna dell’italianità e del senso del dovere, della fatica, del sacrificio, del «fare qui e ora».

Una forte coscienza civica, quella che in passato ha segnato le pagine più alte dell’Italia. Oltre i diritti, carica di doveri.

L’adunata del Piave – la prima in rete fra le 4 sezioni della Marca, primo messaggio di coesione e di unione dato dall’Ana al paese - vuole porsi come momento forte per l’anima e l’identità collettiva del paese. L’Ana si assume l’impegno. Lo ha fatto ieri, pubblicamente, a palazzo dei Trecento, presentando l’adunata del 12. 13 e 14 maggio, la 90esima nella storia della penne nere. Ha chiesto, con il presidente Sebastiano Favero, trevigiano di Possagno, di ricreare un «servizio a favore degli altri», che insegni ai giovani il senso del dovere, e intanto continuerà a trasmettere ai giovani i valori fondanti incarnati da quel tricolore che in 50 mila vessilli imbandiera la Marca da settimane.

Aspettando l'adunata, l'intervento del comandante delle truppe alpine Federico Bonato TREVISO. E' stata presentata a Treviso, alla presenza delle autorità locali civili e militari, l'adunata degli Alpini "del Piave" in programma in città dal 12 al 14 maggio prossimi e alla quale è attesa la partecipazione di circa 500 mila persone, fra cui 80 mila aderenti all'Associazione nazionale alpini. L'evento, che coincide con il 100/o anniversario degli eventi bellici della Grande Guerra che hanno interessato le aree del Piave, è organizzato congiuntamente fra le quattro sezioni Ana della provincia, cioè Treviso, Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene. L'indotto atteso sul territorio è di oltre 120 milioni di euro. L'ARTICOLO

Valori che gli alpini, oggi professionisti, portano in Italia e nelle missioni estere, come ha ricordato il generale di corpo d’armata Federico Bonato, numero uno delle truppe alpine, primo «testimonial» dell’Ana, «responsabilizzato dal grande onere di custodire il patrimonio e lo spirito degli alpini».

Adunata 2017, l'intervento del sindaco di Treviso Giovanni Manildo TREVISO. E' stata presentata a Treviso, alla presenza delle autorità locali civili e militari, l'adunata degli Alpini "del Piave" in programma in città dal 12 al 14 maggio prossimi e alla quale è attesa la partecipazione di circa 500 mila persone, fra cui 80 mila aderenti all'Associazione nazionale alpini. L'evento, che coincide con il 100/o anniversario degli eventi bellici della Grande Guerra che hanno interessato le aree del Piave, è organizzato congiuntamente fra le quattro sezioni Ana della provincia, cioè Treviso, Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene. L'indotto atteso sul territorio è di oltre 120 milioni di euro. L'ARTICOLO

Sul piatto l’Ana mette i 7 milioni di euro raccolti, un fatturato solidale di 63 milioni, corrispettivo di 2,2 milioni di ore lavorate sulla trincea del bisogno. E ancora, a Treviso scatterà una grande colletta per aiutare il Centro Italia. Per questo l’adunata va oltre il ritrovarsi di veci e bocia, e lo stesso folclore, per diventare una «festa pedagogica» e al tempo stesso un richiamo etico, perché, ha sottolineato don Fasani, direttore de «L’alpino», citando Ungaretti: «Se “la morte si sconta vivendo”, allora dobbiamo ricordare per onorare quei morti con i fatti, non con le parole» . E così, il sindaco Giovanni Manildo, visibilmente emozionato («alpino, da sindaco accolgo un’adunata nazionale, orgoglioso con l’intera città») per citare Gaber – «avere gli altri dentro di sè» – per additare nel senso di appartenenza il primo mattone della comunità, e nello spirito di squadra il segreto del fare alpino, elogiato anche dal presidente della Provincia, Stefano Marcon.

Il presidente dell’Ana di Treviso, Raffaele Panno, – in prima fila gli altri 3 suoi fratelli organizzatori: Giuseppe Benedetti (Ana Conegliano), Francesco Introvigne (Ana Vittorio Veneto) e Francesco Miotto (Ana Valdobbiadene, rappresentava Francesco Biral) – ha ricordato il valore sociale della Marca, dalla storia all’economia, dall’arte e dalla cultura e all’enogastrononia.

Adunata 2017: l'intervista a Bruno Fasani, direttore dell'Alpino E' stata presentata a Treviso, alla presenza delle autorità locali civili e militari, l'adunata degli Alpini "del Piave" in programma in città dal 12 al 14 maggio prossimi e alla quale è attesa la partecipazione di circa 500 mila persone, fra cui 80 mila aderenti all'Associazione nazionale alpini. Ecco l'intervista a Bruno Fasani, direttore dell'Alpino.LEGGI L'ARTICOLO

Federico Caner, assessore regionale al turismo, ha ricordato oltre gli aspetti etici anche il risvolto economico (130 milioni di indotto, con un effetto Prosecco...), supportato dall’intervento di Luigi Cailotto, presidente del Coa.

Non sono mancate le bordate. A chi denigra le bandiere perché «imbrattano» (don Fasani durissimo: «Si nasce intelligenti una volta sola») e a chi vorrebbe il percorso del 1994 e teme strozzature a fine sfilata, fra via Cadorna e Corso del Popolo («nostalgici, in 23 anni ci siamo evoluti tutti»). E allora, adunata sia: «Treviso vi attende tutti a braccia aperte», ha detto Manildo. Saranno non meno di 500 mila, a invadere la Marca. Il 6 e 7 maggio, un’anteprima: la marcia dei Cent’Anni, dal monte Peralba a Cortellazzo, seguendo il Piave. L’omaggio al Grappa, invece, l’ha fatto Sebastiano Favero. «Porto dentro di me i racconti dei nonni e dei padri, che sentivo da bambino a Possagno e in cima al monte», ha detto, «in questi giorni sono stato con 300 giovani sui luoghi della battaglie». Cento anni dopo, il filo non si è spezzato. E l’adunata è pronta a rafforzarlo.

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