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False vaccinazioni sui bimbi a Treviso: le risposte a tutte le domande dei genitori

In caso di incertezze si può chiedere l’esame del sangue preventivo. Non per tutti. Lunedì al via la campagna per 500

TREVISO. E adesso cosa succede? Se lo chiedono le famiglie dei cinquecento bambini che, tra gennaio e giugno 2016, non sarebbero stati vaccinati dall'infermiera infedele che operava al Dipartimento di prevenzione della Madonnina. In quei mesi l'operatrice avrebbe finto di iniettare il siero: inseriva l'ago ma non premeva lo stantuffo e poi gettava via la fiala ancora piena. La preoccupazione da parte dei genitori cresce, ecco allora come comportarsi in caso di chiamata da parte dell'Usl 2 e la spiegazione dell'intervento che l'azienda sanitaria ha messo in atto per recuperare le profilassi mancanti.

Il "caso vaccini" riguarda tutti i bambini che si sono recati alla Madonnina nei quattro mesi in cui l'infermiera avrebbe finto la somministrazione della profilassi?

No, i bambini coinvolti sono solo quelli che hanno effettuato una o più vaccinazioni con l'infermiera accusata di non aver compiuto le iniezioni nel periodo tra il 25 gennaio e l'8 giugno 2016. Si tratta di cinquecento pazienti che l'azienda sanitaria trevigiana ha già individuato in base al registro che monitora le vaccinazioni. Consultando il database sono stati estrapolati solo i nominativi dei pazienti che sono stati seguiti dall'operatrice accusata d’infedeltà.

Treviso, l'infermiera fingeva di vaccinare i bimbi. Il direttore sanitario Benazzi: "L'abbiamo allontanata" L'intervista al direttore sanitario della Ulss2 di Treviso, Francesco Benazzi, sul caso dell'infermiera che da gennaio a giugno 2016 ha finto di somministrare il vaccino a circa 500 bambini, ma in realtà gettava via la fialetta registrando l'avvenuta profilassi: "Io la chiamo l'assistente infedele! Ha tradito i valori etici. Se ne sono accorte le colleghe perché i bambini non piangevano e rimaneva del liquido all'interno dei contenitori delle siringhe". L'infermiera è stata allontanata. I bambini saranno richiamati a scaglioni per somministrare il vaccino. (intervista di Antonio Iovane, Radio Capital) L'ARTICOLO

Come faccio a sapere se devo vaccinare nuovamente mio figlio oppure no?

I bambini, che si ipotizza non siano stati vaccinati, riceveranno tutti a casa una lettera di convocazione da parte dell'Usl 2 che ha avviato una campagna vaccinale straordinaria nei giorni 24 e 28 aprile, 2 e 6 maggio. La convocazione viene inviata a mezzo posta solo ai cittadini coinvolti e si prevede che entro la settimana prossima tutti l'avranno ricevuta. Per tutti gli altri utenti non è necessaria alcuna comunicazione poiché già in regola con la profilassi.

Se ricevo la lettera cosa devo fare?

L'informativa contiene l'invito ad aderire a una campagna di vaccinazione straordinaria per la somministrazione delle dosi di siero mancanti. Nel documento è specificata la tipologia di farmaco da effettuare e vengono indicati la data della vaccinazione e l'indirizzo della sede della Madonnina, dove verrà eseguita la prestazione.

Se non posso andare, a che numero devo telefonare?

Nel documento è riportato il numero di telefono 0422 323866 del punto vaccinale per eventuali informazioni oppure per cambiare il giorno della profilassi, se impossibilitati a presenziare nella data indicata.

Se vengo invitato a ripetere la vaccinazione mio figlio può correre dei pericoli nel rifare un vaccino che, magari, ha già assunto l'anno scorso?

Nessun pericolo – sottolinea il dottor Giovanni Gallo, dirigente di Igiene e Sanità Pubblica – ci sono tante condizioni usuali per cui i vaccini si ripetono. Prendiamo ad esempio l'esavalente (contro difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus Influenzae), che è un tipico vaccino che prevede tre dosi da calendario vaccinale. Ebbene, questa modalità si somministrazione vale per l'Italia e per il 30% dei Paesi europei, ma in altre nazioni, come gli Stati Uniti d'America si iniettano quattro dosi, quindi, una in più che da noi e senza che questo provochi dei problemi ai bambini.

E per il siero Hpv, contro il Papilloma Virus?

Fino a un paio d'anni fa nel nostro Paese veniva somministrato in tre dosi che successivamente sono state portate a due. Ripetere una vaccinazione non fa che rinfrescare la nostra memoria immunologica. In ogni caso – dice Gallo – le linee guida in materia danno un'indicazione precisa: laddove non ci sia certezza della vaccinazione la dose va ripetuta.

I genitori convocati possono richiedere un accertamento preventivo per verificare effettivamente se il vaccino è stato iniettato o meno?

Sì, ma in situazioni molto limitate. Per il siero contro morbillo, parotite, rosolia e varicella c'è la disponibilità di un test anticorpale che riesce a rilevare con ragionevole certezza la presenza o meno di immunizzazione. Vale lo stesso per il tetano. L'analisi viene fatta attraverso un prelievo di sangue del paziente che consente di rilevare la presenza o meno del gruppo di anticorpi cercato. In altri casi, invece, questa modalità di indagine non verrà proposta poiché inefficace. Se il bambino ha già ultimato o è a buon punto nel ciclo di vaccinazione, è impossibile determinare se il singolo richiamo svolto dall'assistente sanitaria infedele, sia andato a buon fine oppure no. In questi casi, il bimbo gode di una copertura parziale che deve essere rafforzata ripetendo il richiamo andato a vuoto.

In caso di dubbi a chi mi devo rivolgere?

Per qualsiasi informazione, le persone coinvolte possono telefonare al punto unico vaccinazioni al numero 0422 323866. La linea è attiva dalle 8.30 alle 14 dal lunedì al venerdì. In alternativa si può scrivere all'email: puntounicovaccinazioni@aulss2.veneto.it.

 

 

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