Quotidiani locali

Aeroporto Canova di Treviso, pista da rifare dopo 6 anni

Lo scalo resterà chiuso dal 4 al 18 ottobre, ma il manto era stato sistemato nel 2011 ed era “garantito” per vent’anni

TREVISO. Aeroporto totalmente chiuso dal 4 al 18 ottobre 2017. La notizia, al momento, trapela solo dal sito di Ryanair, compagnia principe del Canova. La società irlandese affida infatti a sei semplici righe l'informazione inerente lo scalo trevigiano, con i voli dirottati su Venezia a causa dei lavori di manutenzione che il prossimo ottobre bloccheranno la pista trevigiana, scusandosi poi «sinceramente per qualsiasi inconveniente causato dalla chiusura dell'aeroporto».

Ma dietro alle sei righe di Ryanair c'è molto altro. Gli interventi di manutenzione alla pista del Canova, confermati in questi giorni dai vertici di AerTre, non erano minimamente previsti. Se non altro perché tra giugno e dicembre 2011 il Canova dovette bloccarsi proprio per il rifacimento delle fondazioni e del manto della pista, con il relativo passaggio, grazie a nuovi impianti luce a led, da una prima ad una più efficiente seconda categoria di visibilità, per un importo totale che superò quota 16 milioni di euro. Il 5 dicembre 2011, poi, con uno slittamento di due mesi - tra la scoperta di una vecchia pista ed il successivo ok del Consiglio di Stato che ovviò alla procedura Via - la riapertura ufficiale del traffico sullo scalo. Il tutto con i lavori che Save ed AerTre definirono «eseguiti in tempi record considerata l'ingente mole degli interventi».

Interventi appaltati alle ditte Società Italiana Condotte e Gruppo Adige Bitumi e garantiti per una durata di 20 anni. Ma le più recenti perizie ed i rilievi tecnici arrivano ora, a soli sei anni di distanza, a parlare di «crepe profonde» che contraddistinguono il manto del Canova, costringendo quindi i vertici societari - proprio a margine dell'approvazione del bilancio societario con numeri da vero e proprio «boom» - a decidere per il completo stop ai voli per 15 giorni. Una scelta imprevista e che, secondo i bene informati, non è andata per niente giù ai membri della frangia trevigiana del gruppo Save-AerTre, che avrebbe voluto una linea più decisa ed intransigente da parte della società. Se non altro perché i lavori che riguarderanno la pista del Canova ad ottobre saranno solo i primi di tre differenti manutenzioni straordinarie che andranno eseguite nel prossimo futuro. Il tutto per evitare alle ditte vincitrici dell'appalto - che tra le altre si era avvalsa anche della Mestrinaro di Zero Branco - una consistente penale (che avrebbe toccato quota 800 mila euro). Una scelta, quella di suddividere in tre differenti tranche i lavori, che di fatto bloccherà gran parte dei ricavi societari. Insomma, proprio nel momento in cui il Canova sembrava voler tornare

a decollare, seppur con un piano di investimenti ridimensionato, ci si mette anche la pista ad intralciare i piani. E pensare che per il nuovo manto del 2011 furono movimentati, trattati e stesi oltre 160 mila metri cubi di terre, ghiaie e altri materiali di fondazione.

 

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NOVITA' PER GLI SCRITTORI

Stampare un libro ecco come risparmiare