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False vaccinazioni, la rivolta delle mamme di Treviso: «Pronte alla class action»

Annarita Contessotto sta reclutando altre donne che sono state richiamate «Mia figlia ha subito tre finte dosi di siero, i nostri bimbi meritano giustizia»

Treviso, l'infermiera fingeva di vaccinare i bimbi. Il direttore sanitario Benazzi: "L'abbiamo allontanata" L'intervista al direttore sanitario della Ulss2 di Treviso, Francesco Benazzi, sul caso dell'infermiera che da gennaio a giugno 2016 ha finto di somministrare il vaccino a circa 500 bambini, ma in realtà gettava via la fialetta registrando l'avvenuta profilassi: "Io la chiamo l'assistente infedele! Ha tradito i valori etici. Se ne sono accorte le colleghe perché i bambini non piangevano e rimaneva del liquido all'interno dei contenitori delle siringhe". L'infermiera è stata allontanata. I bambini saranno richiamati a scaglioni per somministrare il vaccino. (intervista di Antonio Iovane, Radio Capital) L'ARTICOLO

TREVISO. Arrabbiate è poco. Sono furiose. Inviperite. Perché hanno toccato i loro figli. Si sentono tradite dal servizio sanitario, truffate nella cosa più preziosa che hanno: la salute dei loro bambini. «Se si fosse ammalato di una malattia per cui io pensavo di averlo vaccinato?»; «Come faccio a spiegare al mio piccolo che dovrà sottoporsi ancora, se va bene, a una puntura?»; «Mio figlio sarà protetto?». Sono alcune delle domande delle mamme di Treviso, travolte dallo scandalo delle false sedute vaccinali.

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Non appena è esploso il caso, due giorni fa, tutte sono corse a controllare il certificato vaccinale, a vedere se corrispondono le date, se c’è rischio. Poi sono partite le chiamate all’Usl. Smaltita la rabbia ora è tempo di altre telefonate: quelle agli avvocati. I social network sono il terreno su cui nascono e si nutrono i desideri di far giustizia in un’aula di tribunale.

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Annarita Contessotto è mamma di una bimba di due anni che per la vaccinazione ha avuto in sorte, per tre volte, l’assistente sanitaria accusata di fingere la dose di siero. Lei era convinta che sua figlia fosse immune da malattie come poliomelite, difterite, tetano, pertosse, epatite, meningococco B e ACWY. E invece no. Per un anno ha vissuto tranquilla, poi è arrivata la telefonata dell’Usl 2 con cui l’hanno richiamata a presentarsi con la sua bimba alla Madonnina per ripetere la vaccinazione. «Sono a dir poco furibonda, mi sento tradita, avevo messo nelle mani di persone di cui mi fidavo la salute di mia figlia». Annarita ha deciso di trasformare la sua rabbia in qualcosa di diverso, «perché mamme e bambini abbiano giustizia».

«Ho intenzione di avviare una class action, perché questa vicenda non può finire così. Qualcuno deve render conto del male che è stato fatto ai nostri figli». Annarita chiama a raccolta le cinquecento mamme di altrettanti bimbi che sono stati vittime della falsa vaccinazione, che sono stati richiamate dall’Usl 2.

«Sto raccogliendo informazioni sulle procedure attivabili dal punto di vista legale per ottenere giustizia», spiega. Sui social network, a commento delle notizie sul caso Treviso, piovono gli improperi delle madri che sono pronte a dare battaglia. La rabbia è fortissima. Tante se la prendono con l’assistente sanitaria accusata di non aver iniettato la dose di siero, molte di più con chi non ha vigilato: «Voglio andare fino in fondo e determinare chi sono i responsabili di quanto è avvenuto perché i nostri figli meritano giustizia».

Sui social fioccano gli appelli di avvocati e semplici mamme pronte a far causa: «Più siamo meglio è», continua la giovane mamma, «in casi come questi le iniziative di gruppo sono molto più dirompenti». La sua storia è la fotocopia di quelle che raccontano le mamme sui social: «Portavo la mia bimba alla Madonnina, scoprivo coscette o braccia e pensavo che l’assistente sanitaria facesse il vaccino. Effettivamente la mia piccola non piangeva, ma pensavo fosse merito della bravura dell’operatrice». Annarita chiede che le mamme la contattino via mail all’indirizzo annarita.contessotto@hotmail.it: «Studieremo cosa è meglio fare, intanto uniamoci. So di alcune mamme che si erano accorte di qualcosa che non andava. Sto cercando i bimbi che si sono ammalati della malattia per cui dovevano essere vaccinati. Una cosa è certa, andremo fino in fondo. Non si scherza con la salute dei nostri bambini».

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