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Catturano il bello col drone il video dell’Ipsia fa strike

Dodicimila visualizzazioni in poche ore per le immagini dall’alto di villa Emo Ora gli studenti del Galilei puntano a Cittadella e alla Gipsoteca canoviana

CASTELFRANCO. Non se l’aspettavano neppure loro un simile successo. E invece, poche ore e le visualizzazioni su Youtube del video girato con i droni a villa Emo di Fanzolo sono schizzate a quota dodicimila o giù di lì. Per i cacciatori del bello dell’Ipsia Galilei, capitanati dal prof Daniele Pauletto, è l’inizio -o solo la continuazione - di un fantastico viaggio nell’arte. Con una nuova tappa: dopo i musei e le grandi mostre, già immortalane attraverso l’insolito sguardo dall’alto dei robottini volanti, è la volta delle dimore e dei monumenti storici. Il debutto della nuova frontiera proprio a Fanzolo di Vedelago, ospiti delle dimora disegnata da Andrea Palladio. Sedici studenti con i loro droni, trecento grammi in volo, si sono aggirati per qualche ora lo scorso 12 aprile dentro e fuori villa Emo. Hanno indugiato sul timpano esterno, hanno quasi accarezzato le statue di Sergio Comacchio, sfiorando affreschi e lampadari per poi respirare a pieni polmoni nel parco della dimora palladiana. Un’ora e mezza di girato condensata in quasi quattro minuti di video, caricati il giorno successivo su Youtube. Immagini accompagnate da una musica accattivante che hanno subito conquistato il popolo del web. «Non ce l’aspettavamo», confessa Pauletto, «i ragazzi si sono cimentati nelle ripresa in villa Emo con droni inoffensivi e con mindroni con camera per interni muovendosi con attenzione nei saloni interni della villa, sotto la supervisione di Armando Cremasco, presidente della fondazione che gestisce il compendio». Lo sguardo dall’alto sulla dimora e sul parco ha catturato il bello e soprattutto i clic, facendo assaporare il gusto di un progetto che è appena partito. Prossime tappe: «Le mura di Cittadella, quelle sotterranee di Treviso, la Gipsoteca canoviana a Possagno e altre ville palladiane». Mete ambiziose, ma i ragazzi dell’Ipsia e il loro capitano non temono sfide. «Impresa non semplice riuscire a muovere i nostri oggetti volanti  nei preziosi spazi interni di villa Emo», confessa Pauletto, «ma grazie all'esperienza accumulata dai nostri studenti in precedenti performance come al Man (Museo Archeologico Nazionale) di Venezia, alle mostre a villa Manin di Passariano del Friuli e in molte altre mostre d'arte e musei,  il risultato è stato più che soddisfacente come dimostrano le numerose visualizzazione ottenute dal video caricato. Video che è stato pazientemente elaborato dal team con una musica coinvolgente». I

ragazzi del Galilei si scoprono cacciatori di bellezza. Impegnati negli studi professionali, usano la tecnologia per avvicinarsi all’arte. Ed è un matrimonio quasi perfetto. «Con questo progetto portiamo i ragazzi in luoghi che non frequentano abitualmente e se ne innamorano», chiude Pauletto.

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