Quotidiani locali

Al museo Bailo di Treviso pignorata un'opera di Guarienti

Fonderia in credito con l’artista fa sequestrare decine di opere

TREVISO. «Carlo Guarienti - La scultura, la pittura e la memoria». La grande mostra al museo «Bailo» si chiudeva nel giorno di Pasquetta. E c’è stato un gran finale, di più: un vero colpo di teatro.

Ma non nel senso che si aspettava l’artista, il noto pittore e scultore trevigiano Carlo Guarienti, 93 anni, discendente della nobile famiglia che ha il suo palazzo a Verona, vicino a Castelvecchio, e la villa De’ Reali a Dosson di Casier, dove vive la contessina Guarentina, sua sorella.

Alla vigilia di Pasqua, si sono presentati all’ingresso del museo di borgo Cavour gli ufficiali giudiziari, con un decreto del giudice che autorizzava il pignoramento di una serie di opere- tele e sculture - a garanzia di un credito che una fonderia toscana vanta nei confronti dell’artista.

Non proprio bruscolini, diciamo: si parla di una somma vicina ai 250mila euro (e poi ci sarebbero gli interessi) richiesti con insistenza dalla fonderia che, da quanto è trapelato, aveva provveduto alla fusione di molte sue opere, dal gesso al bronzo. Ma questo felicissimo sodalizio artistico evidentemente si è rotto, se l’azienda ha deciso di passare alle vie legali chiedendo il sequestro delle opere. Facile immaginare la sorpresa del personale del museo, assolutamente estraneo ai fatti, peraltro. Per tre ore gli ufficiali giudiziari hanno passato in rassegna le opere esposte - 80 in tutto, nelle diverse sale - per scegliere quelle da pignorare a tutela dei creditori per la somma dovuta. Gli ufficiali giudiziari hanno pignorato infine decine di opere – in particolare sculture – adducendo anche valori commerciali ridotti rispetto alle stesse quotazioni di mercato dell’artista.

Gli ufficiali giudiziari hanno poi deciso di far proseguire regolarmente la mostra trevigiana fino alla chiusura prevista appunto nel giorno di Pasquetta, ma hanno poi disposto il sequestro delle opere bloccate, o tuttora nel museo trevigiano, sotto la tutela di un custode. Avrebbe dovuto assumere l’incarico, secondo la prassi, il direttore dei musei civici, Emilio Lippi, ma a quanto pare non era in servizio in quei giorni, e il compito è toccato ad altra figura della struttura museale .

Lavicenda è subito rimbalzata negli ambenti artistici e culturali della città, del Nordest e dell’Italia: Guarienti vive quasi stabilmente a Roma. Lo sconcerto è unanime, nessuno conosceva il contenzioso fra l’artista e la fonderia toscana culminato nel clamoroso atto giudiziario. A cominciare dall’architetto Luca Lagrecacolonna, curatore della mostra con Franco Fonzo, per finire ai vertici del museo e alla stessa amministrazione comunale trevigiana, assolutamente estranea alla vicenda. Anche se Ca’ Sugana è fra i componenti del comitato promotore con i musei civici e con Arte infiera Dolomiti di Longarone.

Carlo Guarienti, artista nato nel 1923. è considerato uno dei più grandi artisti italiani del secondo Novecento (e non a caso una sua opera figura nella personalissima rilettura del secolo da parte di Marco Goldin esposta a Santa Caterina, nel piano interrato del museo). Carlo Guarienti ha scoperto prestissimo la vocazione alla scultura, con il forno dello zio e la creta, anche se ha cominciato poi con l’incisione, definendo in breve tempo un’arte metafisica, di grande bellezza. Non a caso influenzato da De Chirico, con cui entra in contatto, ma anche da Arturo Martini, senza contare tutti i grandi veneti con cui lavora e collabora attivamente da tantissimi anni.

Le opere di Carlo Guarienti hanno trovato poi sbocco sul mercato grazie a mercanti di fama mondiale, come il polacco Jan Krugier o l’italiano Stefano Contini, arricchendo le più prestigiose collezioni. E questo mentre la critica si è divisa fra chi esalta la pittura e chi invece le sculture che negli ultimi vent’anni sono diventate l’ulteriore frontiera creativa di Carlo Guarienti.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SPEDIZIONI FREE

Stampare un libro, ecco come risparmiare