Quotidiani locali

il dramma

Calcio, amici, lavoro, Vincenzo muore in fonderia a 20 anni

Stava smontando un pesante macchinario per la fusione dei metalli. Era arrivato appositamente da Treviso a Reggio Emilia con i colleghi per un intervento

Stava smontando un pesante macchinario per la fusione dei metalli. Era arrivato appositamente da Treviso proprio ieri mattina assieme ai suoi colleghi della Graziano Alessandrini Srl e ormai mancava poco per la fine dei lavori. All’improvviso, il meccanismo ha cominciato a ruotare, schiacciandolo. Vincenzo Romano, appena ventenne, è morto così ieri pomeriggio in uno dei grossi capannoni della IronCastings di Mancasale in provincia di Reggio Emilia.

Il tragico incidente è avvenuto poco prima delle 15. Il ragazzo, nato a Napoli, abitava da ormai due anni in via Ronchese con la madre, il padre e la sorellina dopo aver vissuto con la famiglia a Ponzano. Da due anni lavorava per la Alessandrini di Maserada sul Piave, una ditta specializzata nella manutenzione di macchinari pesanti per la fusione dei metalli dove aveva trovato lavoro dopo aver studiato all’Alberini.

Il lavoro della IronCastings era fermo proprio per consentire agli operai trevigiani di svolgere l’intervento che li avrebbe trattenuti nel reggiano fino a fine settimana. «Un cantiere come tanti altri» spiegano dall’azienda che ieri con la squadra di operai aveva inviato anche uno dei titolari, «non riusciamo a capire come sia avvenuto».

Vincenzo era impegnato a smontare una siviera, un grosso recipiente di lamiera a forma di secchio, rivestito internamente di materiale refrattario, destinato ad accogliere il metallo fuso dal forno e a trasportarlo e versarlo nelle forme. Il macchinario però pare fosse instabile e all’improvviso, secondo gli accertamenti dei tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sul lavoro, ha cominciato a ruotare su se stesso finendo dritto contro il corpo del giovane. Tonnellate di metallo che non hanno lasciato scampo al ventenne. Inutili anche i soccorsi degli altri operai e dei suoi colleghi: «Abbiamo provato a sollevarlo» hanno raccontato, «ma in otto non ce l’abbiamo fatta. Abbiamo dovuto utilizzare un muletto». Per il ragazzo, però, era ormai troppo tardi. Quando i sanitari del 118 sono arrivati nella sede la IronCastings hanno tentato invano di rianimarlo. Inutile anche la corsa disperata verso l’ospedale di Reggio Emilia. Vincenzo è deceduto poco dopo. Il suo corpo si trova nell’obitorio della struttura a disposizione del pubblico ministero, che deciderà se sequestrare i macchinari e aprire un’inchiesta.

«In serata l’arrivo dei genitori di Vincenzo, partiti da Santa Bona non appena avvertiti del dramma. «Era un lavoro di routine» spiega Giuseppe Graziano, l’altro titolare della società familiare. La telefonata dal fratello che gli raccontava l’accaduto gli è arrivata in serata lasciando increduli lui e i colleghi rimasti a Maserada. «Vincenzo era un ragazzo capace e attivo, un giovane sveglio. Non riusciamo a capire come sia potuto accadere anche perchè non è mai capitato prima d’ora un incidente nelle fasi di lavorazione». Appassionato di auto, Vincenzo amava circondarsi di amici e ragazze, aveva giocato a calcio per anni con il Ponzano che aveva lasciato proprio per via del lavoro e delle trasferte.

«Un ragazzo tranquillo» lo descrivono anche i vicini di via Ronchese, «andava e veniva da casa con la sua auto, mai un problema, mai una lite». La famiglia si stava integrando bene, tanto che a notizia dell’incidente occorso a Vincenzo ha lasciato addolorati tutti i vicini di casa. Ieri dal pomeriggio, le finestre dell’appartamento al secondo piano sono rimaste chiuse, e le luci spente. Appena ricevuta la telefonata da Reggio, la famiglia è partita tra le lacrime verso l’ospedale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NOVITA' PER GLI SCRITTORI

Stampare un libro ecco come risparmiare