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Treviso, esposto sui Passeggi «Lì bici fuorilegge: multatele»

«C’è una pista ciclabile in via Vittorio Veneto; e allora le bici devono utilizzarla». E stufo di nbon essere ascoltato, un trevigiano si rivolge alla Procura

«C’è una pista ciclabile in via Vittorio Veneto; e allora le bici devono utilizzarla, e non circolare sul percorso pedonale, mettendo a rischio l’incolumità dei pedoni».

E’ quanto segnala, com ampia documentazione, un esposto alla Procura della Repubblica di Treviso, al sindaco Giovanni Manildo e al comandante dei vigili urbani, che chiede immediati provvedimenti perripristinare «le norme del codice delle strada» lungo viale Vittorio Veneto, e denuncia le mancate contravvenzioni dei ciclisti che non fanno ricorso alla (contestatissima) ciclabile realizzata dalla giunta Gentilini a metà degli anni ’90.

Firma l’esposto Cosimo Masi, ufficiale in pensione, che vive a Sant’Artemio. «E’ incredibile, c’è una palese violazione del codice della strada tutti i giorni, e lo dico perché ci sono non meno di 37 cartelli , senza contare la segnaletica orizzonte, che indicano dove devono correre i ciclisti», spiega Masi, « e invece non ho mai visto un ciclista multato. Sono un ufficiale, mi hanno sempre insegnato che le regole esistono per farle rispettate: e invece, su quel viale, assisto ogni giorno al rovesciamento delle regole».

Masi ha scritto anche al prefetto, e inviperito, vedendo la situazione immutata, è andato a chiedere lumi in Comune, dal vicesindaco Grigoletto e del vicecomandante dei vigili: «Non mi sono state date risposte definitive, anzi. E ho vistoche anche il sindaco Manildo, inagurando i lampioni lungo i passeggi , ha parlato di pedoni e ciclisti: grave, ha sbagliato, è un messaggio errato», aggiunge Masi, «ancor peggio mi sento nel leggere che in comune si dice che la pista non sia omologata. Se fosse

vero, va chiusa subito». Conclusione drastica, quella di Masi: « In ogni caso, ci sono omissioni da parte delle autorità competenti: non posso che concludere che il codice della strada, legge in Italia, non vale per i passeggi. E noi pedoni rischiamo ogni giorno di venire travolti dalle bici»

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