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Treviso. Il giudice Mascolo fa la star in televisione  e Salvini lo corteggia

Il giudice domenica su Canale 5 con il segretario della Lega che lo vuole invitare al corteo di Verona E alla Zanzara su Radio 24: «Pago i due terzi del mio stipendio in tasse. Potrò dire quello che penso?»

TREVISO. «Avercene di giudici come Angelo Mascolo», «giù il cappello di fronte a chi non usa la toga per dire quello che pensano tutti». Sono solo alcuni degli attestati di stima pronunciati da Matteo Salvini, segretario della Lega, nei confronti di Angelo Mascolo, il “giudice con la pistola” trevigiano ospite d’onore domenica pomeriggio nel salotto di Barbara D’Urso su Canale 5. Durante la trasmissione il giudice, che era visibilmente appoggiato da Salvini sia con la mimica che a parole, ha avuto un lungo battibecco con l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Maria Carmela Rozza, che lo ha più volte attaccato: «Ho il sospetto che lei si sia fatto un gran film».

Il salotto della D’Urso è stata l’ultima tappa di un tour mediatico che sta facendo di Mascolo una star. Settimana scorsa Mascolo era intervenuto anche alla “Zanzara”, trasmissione radiofonica su Radio24 condotta da Giuseppe Cruciani con David Parenzo. «Pago i due terzi del mio stipendio in tasse. Potrò dire liberamente quello che penso?», ha chiesto il magistrato. E alla domanda se d’ora in poi andrà in giro armato, Mascolo ha risposto che, in quanto magistrato, ha il porto d’armi e di conseguenza il diritto di avere l’arma.

Ma sarà la presenza in contemporanea di Salvini e Mascolo dalla D’Urso ad alimentare quei rumors che vorrebbero la Lega accarezzare l’idea di invitare Mascolo alla manifestazione nazionale per la nuova legge sulla legittima difesa già in programma a Verona il prossimo 25 aprile. A nessuno era infatti sfuggito che, appena scoppiata la bufera per quanto scritto nella lettera aperta pubblicata dalla tribuna, il primo a difendere Mascolo era stato proprio Matteo Salvini. Il gip, su Canale 5, ha dunque rincarato la dose: «Ho scritto che c’è un certo lassismo nella magistratura e per questo ho dovuto querelare l’Associazione nazionale magistrati perché sono stato riempito di insulti. Io una sera sono stato inseguito da due brutte facce ed ero terrorizzato: ho avuto la fortuna di trovare quattro semafori verdi e una pattuglia dei carabinieri, se non trovato queste coincidenze fortunate erano guai miei. Se mi avessero fermato e avessi avuto una pistola avrei sparato un colpo in aria». Affermazione che ha fatto infuriare la Rozza: «Lei si è fatto un film. Avrebbe voluto fare come nel Far West coi cavalli...». E lui: «Con un colpo in aria mi sarei sentito più sicuro. Quanto al povero barista di Budrio, morto l’altra sera, avrebbe dovuto alzare le mani».

Ed è sicuro che le parole di Mascolo sull’Anm non faranno che infiammare gli animi all’interno della magistratura dopo che, sabato scorso, il Comitato direttivo centrale dell’associazione ha deciso di fare proprio il comunicato con il quale la giunta distrettuale veneta giorni fa si era dissociata ritenendo «gravi ed inaccettabili la affermazioni disfattiste del collega Mascolo, contrarie alla sobrietà e all' equilibrio che deve caratterizzare ogni magistrato». «Il senso della delibera sul caso Mascolo è strettamento legato all' iniziativa che il collega avrebbe preso di querelare l'Anm del Veneto», spiega il presidente dell'Anm,

Eugenio Albamonte, definendola «grave e senza precedenti. Abbiamo deciso di fare nostro il loro comunicato per schierare tutta l'Anm al fianco dei colleghi della giunta Veneta e per offrire loro il nostro sostegno e la nostra solidarietà», concludeva il lungo comunicato.

 

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