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All’Electrolux di Susegana ripartono le assunzioni

Previsto l’ingresso di alcune decine di manutentori. Il sindacato: «Ne servono quaranta». Lunedì 27 vertice a Mestre

SUSEGANA. Nel 2014 era in crisi. «Fra tre anni la fabbrica chiuderà»: così temeva il sindacato. Ai 250 esuberi si è fatto fronte con i contratti di solidarietà. Dopo 4 anni di apprensione, l'Electrolux di Susegana non solo ha recuperato, ma si sta consolidando e - come confermano i delegati sindacali interni - «la Direzione aziendale sta definendo modi e tempi per avviare le prime assunzioni operaie».

Alcune decine di unità, il sindacato interno spera almeno una quarantina. Si parla per ora di figure professionali collegate alla manutenzione, una delle aree di forte sofferenza. Questo non significherà rinunciare ai contratti di solidarietà, che dovrebbero essere prorogati di un anno, se il governo lo consentirà. Ma siccome questo tipo di rapporto professionale è a carattere “individuale”, l’azienda sta pensando per la prima volta dopo 4 anni, di escludere una categoria da questo tipo di copertura: quella dei manutentori, appunto.

«Ci sono figure professionali, come i manutentori, che davvero mancano questo è un problema. Il sindacato spera che il governo conceda assunzioni almeno mirate, che sono una necessità oltre che un’urgenza – conferma Antonio Bianchin, segretario interprovinciale della Fim Cisl - seppur in presenza di una solidarietà a Susegana che riguarda il reparto pre-assiemi dove lavorano persone con disabilità». È probabile che già nell'incontro di gruppo in programma a Mestre lunedì 27 marzo, tra direzione di Gruppo e Coordinamento Rsu e le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, sia comunicato il percorso delle assunzioni. Per fronteggiare la carenza di personale, l'Azienda aveva fatto arrivare, all'inizio di questo mese, oltre 20 staffette operaie dalla Solaro, in Lombardia, essendo impedita ad assumere dalla presenza della solidarietà. Una riduzione d'orario (2 ore) peraltro sempre più contenuta, considerato l'aumento progressivo di commesse di frigo.

È probabile che nell'incontro di Mestre il tema della cronica carenza di organici sia affrontato nella sua complessità visto che convivono presunti esuberi ancora da smaltire in relazione al piano 2014/2017 e sacche di carenza organizzativa dettate per l'appunto da mancanza di personale sia tra gli operai addetti ai montaggi, che tra le figure specializzate quali manutentori, conduttori, attrezzisti. La trasferta delle tute blu lombarde scade a fine mese e con loro se ne andranno anche altri 25 operai dello stabilimento che usciranno, come da accordi, sia con gli incentivi per auto-imprenditorialità (50.000 euro) sia per altre ragioni con valori che variano tra i 15.000 e 46.000 euro a seconda di parametri tipo pre- definiti. Da aprile, dunque, restano scoperti 45 posti di lavoro. «Anche se la Direzione continua a spingere negli investimenti in automazione, che permettono il "recupero" di operai nelle posizioni dove robot e impianti automatizzati si sostituiscono ai lavoratori, ciò non compensa ancora - rileva Augustin Breda, delegato storico del sindacato a Susegana - la mancanza di operai utili a far funzionare le linee a pieno regime.

La Rsu di fabbrica da tempo insiste sulla necessità di passare, almeno per lo stabilimento trevigiano, dalla solidarietà difensiva a quella espansiva, al fine di poter sostituire i lavoratori in uscita e dare continuità produttiva e organizzativa fuori dalla strutturale emergenza, che sta anche incidendo sull'impossibilità ad effettuare ferie e permessi dei lavoratori». I delegati sottolineano come sia necessario contemperare la necessità di completare il piano di rilancio del gruppo in Italia, con l'efficienza produttiva, e il rispetto di tutele, diritti e condizioni prestative dei lavoratori. Insieme di aspetti essenziali che non si realizzano con l'attuale carenza di organici. «Sempre che l'intenzione della Multinazionale sia rafforzare il sito veneto e non

quello di spostare ulteriori frigoriferi ad incasso negli stabilimenti dell'informazione dell'est Europa» conclude Breda, con un pizzico di preoccupazione. Saranno questi i temi dei confronti istituzionali in programma che si concluderanno il 6 aprile al Ministero dello Sviluppo Economico.

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