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H-Farm di Roncade: un fondo da 101 milioni per l’H-Campus

Il polo dell’innovazione di Donadon nasce grazie a Cattolica e Cdp con Finint gestore: 59 milioni liquidi oltre gli immobili

RONCADE. «Oggi siamo H-appy». Riccardo Donadon corona un sogno e presenta a una nutrita platea di investitori milanesi cosa si può fare di straordinario in una distesa verde di terra.

Nasce l'H-Campus. Sulla carta e nei cuori dei fondatori c’era già. Ma, prima, mancavano i permessi a costruire. Poi i soldi. Ieri, a Milano, è stato ufficialmente presentata la struttura finanziaria dell’operazione con la costituzione di Ca' Tron H-Campus: fondo immobiliare riservato che promette rendimenti al 4%.

Il fondo. Sarà gestito da Finint Investment Sgr e sottoscritto da Cattolica Assicurazioni che ne deterrà una quota del 56% con il supporto del fondo Fia2 gestito da Cdp Investimenti Sgr al 40% più il restante 4% in mano a Ca' Tron Real Estate che è la società dei fondatori H-Farm. Il fondo conterà a regime su un attivo immobiliare di 101 milioni costituiti da 32 milioni di asset esistenti, acquisiti da Ca' Tron Real Estate, 10 milioni di terreni di proprietà di Cattolica (dove sorgerà il nuovo Campus) a cui si aggiungono 59 milioni di liquidità per la realizzazione del progetto. «Ci auguriamo un rendimento al 4% - auspica Giovan Battista Mazzucchelli ad Cattolica - il percorso fin qui è stato complesso anche per la pluralità di attori ma abbiamo intravisto grandi prospettive».

L'operazione immobiliare. L'investimento prevede l'ampliamento della superficie occupata da H-Farm (oggi 14 mila mq edificati più 12 mila di parco) con altri 31.230 ettari di terreni dove si realizzeranno 26 mila metri quadri di nuovi edifici a «cubatura zero». Significa che non si aumenterà l'attuale edificato composto anche da 40 ex case coloniche. H-Farm avrà un contratto di locazione trentennale dell'intero complesso. Secondo uno studio realizzato da Ca' Foscari l'insediamento di 3 mila tra studenti, docenti e professionisti genererà un indotto economico costante di oltre 8,7 milioni. Il campus sarà autosufficiente energeticamente e vivrà di mobilità sostenibile.

La vision. «Per sviluppare economia della conoscenza serve uno spazio attrattivo» spiega Donadon che torna alla fondazione della fattoria digitale e calcola 25 milioni di investimenti in 12 anni, tutti di «finanza privata». «Abbiamo un'enorme responsabilità verso le nuove generazioni - spiega - dare lavoro in questi anni di sbornia digitale». Le slide passano dietro le spalle con i nuovi cobots, le auto che si guidano da sole, i supermercati Amazon senza casse. «Il 65% dei lavori che oggi esistono tra 15 anni non ci sarà più: l'intraprendere sarà l'unico lavoro garantito».

La formazione. Il campus è una scuola privata dai 6 anni ai 25 basata su inglese e digitale con insegnanti stranieri e "role model" che sono le storie vere narrate dai protagonisti. Non sarà una scuola "cheap" (rette da 7 a 15 mila euro) ma a supporto dei talenti c'è la Fondazione H for Human alla ricerca di sostenitori. Ogni bambino avrà in dotazione Pc e Ipad (solo 4 scuole in Italia lo fanno oggi).

La firma dell'archistar. Il progetto è stato sviluppato dallo studio Zaa di Roncade che ha seguito H-Farm fin dalla nascita e vanta una firma di eccezione come quella di Richard Rogers, architetto del Centro Pompidou che realizzerà il cuore del campus: la biblioteca-auditorium. «Rogers ha visto il progetto del Campus esposto quest'estate alla

Biennale e si è innamorato» spiega Donadon che annuncia il via ai lavori quest'estate per inaugurare a settembre 2018. Ad aiutare c'è l'articolo 32 della Legge regionale 35/20 che vede il Campus un «progetto di interesse strategico» e quindi garantisce una corsia autorizzativa accelerata.

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