Quotidiani locali

Treviso, la nuova cucina torna al tiramesù

Alle Beccherie di Treviso l’incontro tra Lai e Campeol, rilancio tra tradizione e modernità

TREVISO. Sono passati ormai tre anni da quando Paolo Lai, imprenditore trevigiano poco più che quarantenne, ha accettato la sfida di rilevare un locale dal nome ingombrante: “Le Beccherie”. I più maliziosi lo vedevano come un segno di rottura con la storia del ristorante, famoso per aver reso il Tiramisù da povero dolce di casa a dessert conosciuto in tutto il mondo. Riaprire “Le Beccherie” per Lai significava recuperare questo locale, memoria storica della città, e attualizzarlo, adattandolo ai tempi e ai bisogni del consumatore moderno.

L’obiettivo è quello di farne un punto di riferimento per la ristorazione di qualità in città: in quest’ottica nei prossimi mesi sono in programma una serie di eventi con chef stellati, che accanto ai loro piatti più noti proporranno una loro versione del Tiramesù, in un progetto di fusione tra innovazione e tradizione.

Alle Beccherie di Treviso le serate dedicate al bollito TREVISO. Alle Beccherie una serie di eventi con chef stellati, che accanto ai loro piatti più noti proporranno una loro versione del Tiramesù, in un progetto di fusione tra innovazione e tradizione. LEGGI L'ARTICOLO

Lo conferma il sodalizio con Carlo Campeol, precedente proprietario, che ha riportato a inizio anno nel ristorante il tradizionale “carrello del bollito” con una serie di serate dedicate. Un successo che ha fatto registrare il tutto esaurito tanto da spingere Lai ad aggiungere due nuove date, che si terranno giovedì 23 e venerdì 24 febbraio. Con il ritorno del “carrello dei bolliti”, presentato da Carlo Campeol, Lai ha voluto sottolineare la continuità tra “Le Beccherie” di un tempo e il locale di oggi, raccontando la storia di una realtà nata oltre un secolo fa ed evolutasi con il passare del tempo, fino ad oggi. Modernità non significa, quindi, tagliare i ponti con la storia, come afferma Campeol: “Mi è sempre piaciuto pensare a Le Beccherie come a un porto sicuro dove approdare, in Paolo Lai ho trovato un imprenditore che condivideva la mia visione ed aveva la capacità di farla crescere in chiave moderna”.

Un attestato di stima reciproca, testimoniato dalle parole di Lai, che commenta: “Da Carlo sto imparando moltissimo. La sua presenza durante le serate dedicate al bollito hanno permesso anche ai miei ragazzi di affinare un’arte, quella dell’accoglienza in sala”. Il progetto più ampio di Paolo Lai è quello di rilanciare in città un polo di eccellenza enogastronomica. Emblema è il Tiramesù, un dolce che, come afferma Ulderico Bernardi nel corso di un incontro a tavola, è parte integrante del patrimonio gastronomico trevigiano e meriterebbe, come il bollito, un riconoscimento Unesco per il ruolo importante che ha rivestito nel promuovere l’italianità nel mondo.

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