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Treviso: fiera, sei idee per il Prato e le aree De’ Longhi-Zorzi

Oggi ai Trecento Unindustria e Iuav presentano i progetti “possibili” per l’area Dallo spazio-teatro alla stazione greenway fino alla struttura fieristica leggera

TREVISO. Le proposte di Unindistria Treviso per il Prato di Fiera prendono forma e se ne parlerà ufficialmente stasera, a partire dalle 17, a Palazzo dei Trecento. Che fare di quell'area vasta a due passi dal centro che ora si alterna, nella funzione, come parcheggio e per due settimane all'anno, come luna park per le fiere di San Luca? Interrogativo che toccherà anche il seminario su “Prati, commons” che si conclude oggi a Palazzo Bomben a cura di Fondazione Benetton Studi e Ricerche (dalle ore 15 alle 18).

Il progetto di Unindustria (visibile in una mostra che parte domani) è multifunzionale. I progettisti dell'associazione degli industriali trevigiani vi individuano: spazi dedicati ad attività qualificate di mercato con cadenza almeno mensile; spazi di verde attrezzato a servizio dell’intero quartiere; spazi per attività culturali collegate al parco del Sile (per esempio, un teatro all’aperto); spazi per servizi sempre collegati al parco del Sile come, per esempio, un punto ristoro, un punto noleggio e riparazioni bici aree limitate e organizzate di parcheggio a servizio del parco del Sile e della greenway verso il mare e (eventualmente) della cittadella ospedaliera.

Ma Fiera, pur simboleggiata da esso, non è solo il Prato. È, secondo Unindustria, un quartiere che può diventare l’esempio di un nuovo sviluppo per Treviso. Unindustria e università Iuav hanno condotto uno studio approfondito, nell’ambito del loro progetto SmartCity, su tutta questa parte della città, elaborando alcune proposte che stasera vengono presentate alla cittadinanza e all’amministrazione comunale.

L’occasione è l’incontro pubblico di oggi intitolato "Treviso 2020. Progetti per il Quartiere Fiera’, che si terrà stasera alle 17 a Palazzo dei Trecento. Interverranno: il sindaco Giovanni Manildo, Alberto Ferlenga rettore dello Iuav di Venezia, Maria Cristina Piovesana presidente di Unindustria Treviso, Giuseppe Cappochin, progettista del Piano degli Interventi del Comune di Treviso, il professor Medardo Chiapponi dello Iuav, i prof. Marco Ferrari e Umberto Trame, docenti allo Iuav.

Come già accellato, le proposte di intervento per Fiera ‘smart’ saranno al centro di una mostra, sempre a Palazzo dei Trecento, che sarà inaugurata al termine dell’incontro. «Le forze attive della nostra città scendono in campo per ripensare il futuro di uno dei quartieri strategici di Treviso – dichiara il Sindaco di Treviso, Giovanni Manildo - . Il mio ringraziamento va all’Università Iuav e a Unindustria che con il progetto SmartCity hanno studiato a lungo quest’area strategica».

Altro capitolo interessante, quello che riguarda le aree De’ Longhi e Zorzi. Un’attenta scelta delle attività da insediare indica che questa parte del quartiere «possa diventare il luogo in cui trovano spazio e interagiscono centri di ricerca e sviluppo delle aziende del territorio, incubatori di start-up aziendali, reti e filiere di imprese, alta formazione e ricerca, spazi per il terziario avanzato integrati con funzioni più tradizionali (attività manifatturiere consolidate, residenza, commercio e servizi)». Si propone anche di collocare in quest’area una struttura fieristica in cui possano essere esposte e valorizzate le eccellenze del territorio. «Non si tratterebbe - si legge - di una fiera tradizionale di grandi dimensioni, quanto piuttosto di un luogo in cui le innovazioni prodotte dal territorio, e specialmente quelle prodotte dalla smart economy del quartiere, possono trovare rappresentatività e visibilità. Una struttura flessibile, capace di ospitare, oltre a questi particolari spazi espositivi, anche spazi per congressi flessibili e aggregabili fino a ottenere una sala di circa 3.000 posti oggi del tutto assente in città». Inoltre si parla di collocare «in un’area adiacente, parallela allo Storga l’insediamento di un’attività agricola urbana che funga da vetrina e luogo di sperimentazione per un settore di primaria importanza per il territorio come quello agroalimentare. Si prevede che quest’area venga dedicata alla coltivazione di prodotti tipici e al recupero

di specie tradizionali». Prevista anche la vendita sul posto dei prodotti di questa sperimentazione e l’utilizzo della struttura fieristica ipotizzata nel quartiere per manifestazioni ed eventi di livello regionale, ma anche nazionale e internazionale.

 

 

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