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Treviso: abusi sulla cameriera, condannato pizzaiolo

Due anni e quattro mesi ad un pizzaiolo che aveva sfruttato l’ubriachezza della cameriera ventenne

TREVISO. È stato condannato, con rito abbreviato, a due anni e quattro mesi di reclusione il titolare di una pizzeria che, sfruttando lo stato di ubriachezza di una sua dipendente, ha avuto un rapporto sessuale con lei. La Procura l’aveva accusato di abusi sessuali e il tribunale l’ha condannato anche al pagamento di una provvisionale di 30.000 euro.

I fatti risalgono a un paio di anni fa. La vittima è una ventenne che, per pagarsi gli studi, aveva iniziato a lavorare come cameriera in una pizzeria dell’hinterland. Il titolare è invece un quarantenne che fino alla notte incrimanata aveva stabilito un rapporto più che amichevole con la sua dipendente, tanto da uscire insieme qualche volta dopo il turno di lavoro.

In una di queste occasioni la ragazza aveva alzato però un po’ troppo il gomito e si era completamente ubriacata. A fine serata il titolare della pizzeria si è quindi offerto di darle un passaggio in auto fino a casa per evitare che tornasse da sola. Durante la strada, con una scusa, decide di tornare in pizzeria. Alle proteste della studentessa risponde che in realtà lo fa per lei per permetterle di riprendersi dalla sbornia prima di tornare a casa. Ma una volta entrati all’interno della pizzeria si è verificato quello che secondo la Procura di Treviso è stato un abuso sessuale.

La mattina seguente la ragazza, dopo essersi resa conto di quanto era accaduto, ha deciso di presentare denuncia ai carabinieri. Ha riferito che, a causa dell’alcol bevuto, non era stata in grado di rifiutare il rapporto sessuale e che non c’era consenso libero a causa dell’alterazione psico-fisica. L’inchiesta coordinata dalla Procura ha quindi permesso di ricostruire i fatti ed indagare il datore di lavoro per il reato di abusi sessuali.

L’uomo, che si è sempre proclamato innocente, ha chiesto di poter essere processato con il rito abbreviato così da poter ottenere lo sconto di un terzo sulla pena. E ieri mattina in

tribunale a Treviso il giudice dell’udienza preliminare l’ha condannato a due anni e quattro mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Catia Salvalaggio, di 30.000 euro.

Giorgio Barbieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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