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Tumore al pancreas, da Treviso nuove speranze di cure

Gli studiosi hanno sequenziato il genoma di questi tumori e ne ha decriptato il panorama delle mutazioni genetiche.  Un lavoro che si è avvalso anche di un importante contributo trevigiano. Del gruppo fa parte Angelo Paolo Dei Tos, primario anatomopatologo del Ca’ Foncello e docente all’Università di Padova

TREVISO. Si apre un nuovo capitolo nella lotta ai tumori neuroendocrini del pancreas, tra i più frequenti tumori neuroendocrini con una mortalità del 60% e, secondo gli oncologi, il problema clinico più importante tra queste neoplasie. Un team internazionale multicentrico coordinato dal team veronese di Arc-Net, centro di ricerca Università di Verona e Azienda ospedaliera universitaria integrata, diretto dall’anatomopatologo professor Aldo Scarpa, ha sequenziato il genoma di questi tumori e ne ha decriptato il panorama delle mutazioni genetiche.
 
Un lavoro che si è avvalso anche di un importante contributo trevigiano. Del gruppo fanno parte, infatti, il professor Angelo Paolo Dei Tos, primario anatomopatologo del Ca’ Foncello e docente all’Università di Padova, e la dottoressa Ivana Cataldo.
 
La scoperta consentirà di indirizzare lo sviluppo di specifiche terapie che vadano a contrastare le diverse tipologie di alterazioni individuate. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica di livello internazionale Nature. 
 
Gli scienziati hanno lavorato su 160 tumori neuroendocrini del pancreas, chiamati Net (dall'inglese Neuro endocrine tumor) del pancreas, del tipo “ben differenziato”, ovvero i più frequenti ma curabili data la lentezza del loro sviluppo. Si tratta di neoplasie che hanno un comportamento clinico imprevedibile per gli oncologi poiché variano dal benigno all’altamente maligno. 
 
"Il lavoro – spiega Scarpa - risponde alla necessità di comprendere l’aggressività dei singoli Net del pancreas. Questo per orientare il chirurgo e l’oncologo nella scelta del più corretto intervento clinico da cui dipendono la sopravvivenza a lungo termine e la qualità di vita dei pazienti. Grazie ai risultati del nuovo studio saremo in grado di suddividere i pazienti che possano trarre beneficio da una terapia aggressiva come chemioterapie, chirurgia e radioterapie, da quelli che, invece, non ne hanno bisogno limitando, così, il danno che deriverebbe da una terapia troppo aggressiva”.
 
“Mi congratulo vivissimamente con il professor Dei Tos e la dottoressa Cataldo – sottolinea Francesco Benazzi, Direttore generale – perché collaborando a questo studio, insieme a professionisti e ricercatori di livello eccezionale sono tra i protagonisti di un importante traguardo scientifico, facendo onore a tutta la sanità trevigiana. Mi piace sottolineare come il loro impegno non si sia dipanato in un ambiente votato solo alla ricerca ma in una struttura sanitaria dove l’impegno clinico è prima di tutto indirizzato al servizio dei pazienti. Questo è un ulteriore segno del livello qualitativo del nostro sistema sanitario. La pubblicazione sulla prestigiosissima rivista Nature conferma la rilevanza del risultato del progetto, che apre nuove prospettive cliniche, e mi compiaccio con il professor Scarpa e tutti coloro che vi hanno lavorato”.
 
 
FOCUS SULLA RICERCA
 
Cosa sono tumori neuroendocrini
 
I tumori neuroendocrini - indicati anche come Net (dall'inglese Neuroendocrinetumor) – hanno le caratteristiche tipiche sia delle cellule endocrine, che producono gli ormoni, sia di quelle nervose. I Net sono relativamente rari e rappresentano meno dello 0,5% di tutti i tumori maligni. In Italia si registrano 5 nuovi casi ogni 100.000 persone in un anno, il che equivale a circa 3.000 nuovi casi all'anno. Sono tumori a bassa incidenza, ma ad alta prevalenza poiché spesso i pazienti convivono per molti anni con la malattia. In base all'aspetto delle cellule tumorali al microscopio i Net si distinguono in ben differenziati, sono il 90% e sono curabili data la lentezza del loro accrescimento e  Net scarsamente differenziati, il 10% dei Net e sempre altamente maligni.
 
Novità emerse dallo studio e ricadute in ambito clinico
 
Grazie al sequenziamento dei genomi di questi tumori i ricercatori hanno riscontrato mutazioni ereditarie. Sinora si pensava che solo il 5% di queste neoplasie fosse causato da fattori ereditari, cioè un aumentato rischio neoplastico dovuto alla mutazione dei geni MEN1 o VHL. Lo studio ha rivelato che ben il 17% dei casi presi in esame era legato a mutazione ereditaria, non solo dei due geni noti, ma anche dei geni MUTYH, CHEK2 e BRCA2. L’importanza di questa scoperta cambia l’approccio clinico alla malattia e potrebbe rappresentare un passo avanti nella diagnosi precoce in famiglie a rischio.
 
Sono, inoltre, state identificate mutazioni che somigliano a quelle riscontrate a tumori rari dei tessuti molli noti come sarcomi di Ewing. Quest’anomalia individua un sottogruppo specifico di Net del pancreas pari al 5% dei casi che hanno un comportamento aggressivo e quindi vanno trattati con approccio terapeutico deciso.
 
Secondo la ricerca, inoltre, le mutazioni colpiscono diversi geni che intervengono, alterandoli, in quattro processi cellulari fondamentali: nei sistemi di riparazione del Dna, nei sistemi che controllano la crescita delle cellule; nei sistemi che regolano i processi d’invecchiamento cellulare e in quelli che regolano l’assetto cromosomico. Questa scoperta consente di indirizzare lo sviluppo di specifiche terapie che vadano a contrastare le quattro differenti tipologie di alterazioni anche attraverso terapie già esistenti.
 
La collaborazione trevigiana con Verona capofila internazionale
 
Verona è un riferimento nazionale e internazionale per le patologie del pancreas. L’Aoui di Verona è certificata come Centro di eccellenza europeo per la ricerca, la diagnosi e la cura di questi tumori dalla Società europea dei tumori neuroendocrini (Enets). Verona, inoltre, attraverso il Centro di ricerca applicata Arc-Net, rappresenta l’Italia nel Consorzio Internazionale Genoma del Cancro (Icgc) grazie al sostegno del Ministero dell’ Istruzione,  università e ricerca e degli ulteriori importanti contributi di Ministero della Salute e Airc, Associazione italiana ricerca sul cancro. In particolare, nell’ambito dell’Icgc, Arc-Net lavora sui
tumori del pancreas in collaborazione. Grazie alla collaborazione con il gruppo del Prof. Scarpa l’Anatomia Patologica Clinicizzata di Treviso raggiunge un nuovo traguardo scientifico di altissimo profilo, confermando il suo ruolo di primo piano nell’ambito della ricerca oncologica. 

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