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Vacanze beffa in Grecia, processo all’operatore di Treviso

Vacanze pagate in anticipo, sfumate e mai rimborsate. È stato chiesto il rinvio a giudizio per Claudio De Sanctis, trevigiano di origini genovesi di 62 anni titolare della Travelmark srl, agenzia di Carbonera

TREVISO. Vacanze pagate in anticipo, sfumate e mai rimborsate. È stato chiesto il rinvio a giudizio per Claudio De Sanctis, trevigiano di origini genovesi di 62 anni titolare della Travelmark srl, agenzia di Carbonera finita nel mirino della Procura dopo la denuncia presentata l’anno scorso da un tour operator umbro che con la Travel aveva pattuito una vacanza in Grecia versando 125 mila euro poi scomparsi. Tutto inizia lo scorso marzo quando il tour operator umbro viene incaricato di organizzare un viaggio premio per trecento persone, i dipendenti di una ditta farmaceutica della zona. L’offerta da gestire prevede viaggio nella zona di Salonicco, soggiorno, all-inclusive, per sette notti in un albergo di lusso a cinque stelle nella penisola di Sithonia (dal 27 agosto al 3 settembre), collegamenti vari.

Il prezzo concordato tra l’agenzia di viaggi umbra ed il tour operator trevigiano è di 285.570 euro. Tutto liscio fino a pochi giorni prima della partenza quando il tour operator viene contattato dall’azienda trevigiana che comunica non meglio precisati problemi di prenotazione.

A testimoniarlo una mail con cui la società di Carbonera dà conto di aver versato un anticipo di 125 mila euro per la prenotazione dei biglietti aerei e delle camere di albergo con il gruppo Mouzenidis, proprietario sia di linee aeree che di alberghi, ma di non avere potuto concludere l’affare. Risultato? Grande caos e addio viaggio. Solo che la vicenda non si chiude con un “sarà per la prossima volta”, perchè quei 125 mila euro non tornano indietro.

Di qui la denuncia partita dalla sede centrale del tour operator che intende rientrae in possesso dei soldi versati. Al titolare della società trevigiana vengono contestati «artifici e raggiri» che hanno portato all’«ingiusto profitto».

Ma la vicenda potrebbe far emergere altre storie, altri racconti. Secondo la documentazione che verrà valutata in sede processuale potrebbero esserci altre persone vittima di inchippi organizzativi colpevolidi aver mandato a monte all’ultimo momento le vacanze

senza la restituzione delle caparre. Ipotesi da verificare che chiamerebbero in causa però altri professionisti.

La procura è intenzionata a vederci chiaro. Il processo è atteso per il prossimo 7 aprile.

Il tour operator umbro intanto si è costituito parte civile.

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